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Bocelli e quella nota stonata

Oltre 350 mila euro. Questo il costo del concerto di Andrea Bocelli che si è tenuto a Noto il 24 ottobre scorso nello scenario della scalinata della Cattedrale barocca. A seguito dell’evento, organizzato dal Comune di Noto con il contributo dell’assessorato del turismo della Regione Sicilia, si sono registrate numerose polemiche. In primis, è stato puntato il dito contro il Presidente della Regione Nello Musumeci per aver partecipato alla serata, nonostante qualche ora prima avesse firmato l’ordinanza che imponeva il coprifuoco in Sicilia alle ore 23,00, a causa dell’emergenza Covid. A molti non è andato giù il fatto che, dopo aver imposto ai siciliani un provvedimento così duro, seppur necessario, lo stesso abbia comunque partecipato all’avvenimento, anche se terminato un’ora prima della mezzanotte, quando invece i siciliani erano costretti a rimanere nelle proprie case. In secundis, c’è stato anche chi ha criticato l’opportunità di realizzare un evento del genere in piena pandemia, con un costo esorbitante per una sola serata, in un momento delicato per buona parte della popolazione che ha perso lavoro e guadagni, con decine di artigiani, di esercenti e di piccoli e medi imprenditori che sono stati costretti anche a chiudere le proprie attività. Un concerto, quello di Bocelli, che, a detta degli organizzatori, doveva servire a dare speranza ai siciliani, un momento di rinascita e di trasmissione di fiducia con il rilancio del turismo, settore trainante della Sicilia. A detta della giunta comunale netina, come si evince dalla lettura della delibera n. 118 del 15.9.2020, redatta dal dirigente del settore VIII ed afferente all’impegno di spesa, l’evento culturale ospitato era organizzato, sotto il profilo culturale, al fine della promozione del territorio siciliano e dei suoi siti UNESCO, svolgendo, al contempo, un energico richiamo per il distretto turistico del Val di Noto e, conseguentemente, dei comuni che di esso fanno parte. Peccato, però, che la promozione turistica si organizzi ad inizio stagione, non quando la stessa si è conclusa con numeri risicati e con gli imprenditori che si leccano le ferite e non quando la destagionalizzazione non inizierà perché il governo ha sospeso le attività lavorative per motivi sanitari. In molti, controllando le proprie tasche vuote, avrebbero preferito che una parte di quei 358 mila euro venissero assegnati a ristoro dei guadagni persi a causa della pandemia, di cui 200 mila, anticipati dal comune di Noto e concessi dall’assessorato regionale al turismo con DDS n. 1893/S6 dell’8 settembre corrente anno, e 100 mila, anticipati dal comune di Noto e concessi non si sa da chi perché nella delibera nessun ente è menzionato. In modo particolare, leggendo la delibera in questione del comune di Noto, parrebbe che le somme verrebbero dal comune anticipate alla ditta che ha proposto ed organizzato l’evento, poi rendicontandole, detratti i ricavi dei biglietti venduti e i contributi degli sponsors, che ci sono stati con generosi apporti. Sarebbe, infatti, scandaloso se la ditta, incassando contributi e ricavi, poi rendicontasse senza detrarli. Al momento dell’annuncio dell’evento, in ossequio alle norme anti-covid, era stato comunicato che si sarebbero potuti vendere solo 400 biglietti per un costo che partiva da 160 euro cadauno. Se tutti i biglietti fossero stati venduti, dato il calibro dell’artista che si esibiva, considerando il costo massimo del biglietto di prima fila pari a 160 euro, si sarebbe potuto stimare un incasso intorno ai 50 mila euro, superando un budget di 400 mila euro. Visti i munifici contributi erogati dagli enti pubblici e privati per la notturna esibizione del talentuoso artista, era opportuno far pagare il biglietto d’ingresso e, soprattutto, consentire che metà dei posti fossero assegnati con invito gratuito ad autorità ed amici, facendo pagare l’altra metà dei posti disponibili a pochi preferiti? Nei tempi che viviamo, possono essere sprecate risorse pubbliche per far divertire pochi eletti? Ma soprattutto tanti si chiedono perché per assistere ad un evento pubblico, organizzato dal Comune di Noto con fondi di enti pubblici e privati, è stato necessario far pagare un biglietto? Esperti del settore asseriscono che se il comune avesse da solo contribuito all’evento, partecipando in parte alle spese della ditta organizzatrice dell’evento, il pagamento di un ticket sarebbe stato doveroso, ma le spese erano interamente coperte dalle contribuzioni pubbliche e private e gli altri incassi hanno solo lievitato i ricavi. Inoltre, le spese di pubblicizzazione dell’evento sono state risibili, stante che ci si è spesi poco o niente per promuovere la manifestazione fuori provincia. L’idea per organizzare l’evento ha iniziato a prendere vita nel mese di giugno scorso, quando la società Mediatica srl, con sede a Nicolosi, ne propone la realizzazione con lettera protocollata al n. 35709/2020 del comune di Noto. Nella delibera, per rafforzare la genuinità dell’evento, viene sottolineato che a curare il tutto sarebbe stato Gianni Filippini, direttore generale della Mediatica, con la curatela di Vittorio Sgarbi. Una coppia già collaudata. Infatti, nel 2019, i due finirono nella bufera per la vicenda dei quadri attribuiti a De Chirico ed esposti sempre a Noto alla mostra sui maestri del Novecento, definiti falsi sia dalla Fondazione intitolata al grande pittore italiano che dai consulenti della Procura della Repubblica di Siracusa, che sulla vicenda aprì un’inchiesta ancora in corso. Anche in quell’occasione, l’organizzatore dell’evento era Gianni Filippini, che all’epoca operava con un’altra società, la Sicilia Musei, avvalendosi della consulenza di Vittorio Sgarbi. Ma la Mediatica srl non è l’unica protagonista della vicenda odierna, perché dell’organizzazione materiale del concerto, di fatto, si è occupata l’Officina Creativa srl, con sede legale a Siracusa, la cui attività é di conduzione di campagne pubblicitarie e altri servizi pubblicitari, titolare del contratto con la Klassic Music Management Ltd di Londra, il cui rappresentante legale è Andrea Primiceri, agente esclusivo mondiale del tenore. Alla società siracusana verranno liquidati ben 240 mila euro, pari all’importo a base d’asta che si è aggiudicato la società per realizzare il concerto. Si presume, quindi, che, successivamente, l’Officina Creativa pagherà la Klassic Music, che, a sua volta, poi pagherà Bocelli. Un giro vorticoso di società che poteva essere evitato con risparmio per gli enti pubblici, stante anche che è stata esperita, seppur proforma, una gara pubblica. Risalendo al sito internet della Officina Creativa, attraverso il dominio dell’indirizzo mail attribuito alla società nella delibera di affidamento, si viene rimandati ad un altro sito, quello della Studios Pubblicità, una società che si occupa di banner pubblicitari e non di concerti, il cui amministratore risulta essere Marco Salonia che, nel suo profilo Facebook, mette in evidenza il suo ruolo di organizzatore del concerto, acquisendo attestati di stima da molte persone. Salonia rimase coinvolto, negli anni scorsi, nell’inchiesta Sistema Siracusa, che ha visto tra i grandi imputati anche gli avvocati Amara e Calafione e l’ex pm Longo. Attraverso la Investment Eleven Ltd, società maltese di cui Salonia sarebbe stato il titolare, stante quanto descritto dalle forze investigative, l’ex presidente del CGA Riccardo Virgilio avrebbe tenuto in giacenza alcune ingenti somme transitati da un conto svizzero. Successivamente, nel 2018, il nome di Salonia risalta ancora sulla stampa locale per presunto allaccio abusivo a Priolo alla rete elettrica. Oltre i fatti, si è ancora in attesa di capire l’utilità reale dell’evento e se davvero possa aver giovato in questo momento al rilancio di Noto e di questo territorio nel panorama internazionale o sia solo servito a spendere denaro pubblico senza alcun ritorno. Un aspetto della vicenda assai delicato e discutibile, una nota che certamente necessiterebbe di ulteriori approfondimenti, particolarmente per ciò che riguarda i biglietti venduti e i costi effettuati. Una nota stonata tra le note del grande Bocelli.

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