Costume e SocietàLetture Consigliate

Tinder: ne abbiamo davvero bisogno ?

“Ciao curiosona”, “Buongiorno bellezza”, “Di dove sei?”, sono le frasi di un classico primo approccio su Tinder, l’app di dating online attiva dal 2012 avente alcune opzioni e abbonamenti a pagamento. C’è chi su Tinder cerca l’anima gemella, chi lo utilizza per scovare la giusta compagnia per la notte, chi mostra il fisico da culturista nelle foto profilo e chi, semplicemente, lo utilizza per chiacchierare in modo amichevole e disinteressato. Questa piattaforma è un po’ come la piazza di un grande mercato in cui gli utenti fanno swipe tra i profili delle papabili proposte, in base al portfolio fotografico e alla biografia più simpatica e convincente. Se la persona per cui hai espresso interesse con un like o un super like ti corrisponde allo stesso modo, viene avviata una chat di conversazione.

Ma è strano pensare come, al giorno d’oggi, sia diventato più facile esprimere sentimenti, apprezzamenti e punti di vista tramite una chat che dal vivo. Nelle relazioni reali tra le persone non esiste tutta questa spigliatezza di spirito e intraprendenza nell’approccio con l’altro. I casi di avance sottoposte in prima persona sono ormai sporadici, limitati ai soli individui che non possiedono alcun account social, o che cercano negli occhi dell’altro la fiamma della chimica. È lapalissiano dire che, per instaurare l’inizio di una qualsiasi relazione, è necessario confrontarsi con la persona nella sua sostanziale fisicità: sentire con le proprie orecchie il ritmo della voce, guardare bene i gesti, lo stile, percepire con i sensi l’energia di chi sta comunicando, l’odore.

Come si fa a far tutto ciò dietro lo schermo di uno smartphone? Siamo diventati davvero così incapaci a relazionarci con l’altro, così timidi da aver necessità di correre ai ripari su Tinder? I ragazzi di oggi, quando condividono i loro pensieri e stati d’animo tramite post, link, canzoni o frasi, in realtà dimostrano di aver fame di relazioni vere con gli altri.

E allora lasciamo il telefono a casa, andiamo a chiedere alla cassiera carina del supermercato, al segretario di uno studio professionale o all’insegnante brillante delle elementari, il numero di telefono, un appuntamento o una passeggiata al parco durante la pausa pranzo. L’uomo è un animale sociale, e come tale ha bisogno del contatto con gli altri. Rispolveriamo l’istinto al dialogo, torniamo a respirare il profumo del caffè durante i primi appuntamenti, e non ci dimentichiamo che non siamo smartphone, ma uomini e donne di carne e spirito.

Viviana Nobile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *