Privacy Policy Un DPCM al giorno NON toglie il covid di torno - ReportSicilia.com

Un DPCM al giorno NON toglie il covid di torno

E così, anche ieri era, secondo una consuetudine oramai fin troppo nota, il nostro Premier ha illustrato il nuovo DPCM, resosi necessario, data l’impennata dei contagi degli ultimi giorni. Il testo del decreto vieta la somministrazione ai bar oltre le ore 18, salvo per ordinazioni ai tavoli, e statuisce le ore 24 come orario di chiusura di ristoranti e locali. Piscine e palestre devono adeguarsi entro e non oltre 7 giorni, mentre sagre di paese e fiere sono sospese. Riguardo la scuola, slitta l’orario d’ingresso dalle 8.00 alle 9.00, si implementa la didattica digitale integrata e si propone di recuperare l’ora persa al mattino in probabili turni pomeridiani. Considerato che molti studenti frequentanti la scuola superiore di II grado sono pendolari, una possibile turnazione pomeridiana potrebbe essere foriera di ulteriori disagi, senza considerare che se le corse in bus non aumentano, non serve a nulla cambiare l’orario d’ingresso. Tanto, sia alle 8.00 che alle 9.00, ci sarebbe comunque assembramento, con l’aggravante che i giovani avrebbero almeno un’ora in più per bighellonare altrove, prima dell’ingresso negli edifici scolastici. Potrà sfuggire, ma il problema non è l’orario, quanto le infrastrutture e la logistica. Purtroppo, durante la stagione estiva, con un’economia ancora in ginocchio, si è preferito parlare tanto di prevenzione contro una seconda ondata di pandemia per poi fare molto poco. Se la scuola, a settembre è ripartita, almeno al sud, è solo grazie alla tenacia dei dirigenti scolastici che credono in quest’Istituzione e che hanno provveduto all’acquisto preventivo dei banchi monoposto con i fondi scolastici, senza contributi statali, predisponendo un piano per la ripartenza, garantendo piena sicurezza per quel che si può agli studenti. La scuola non è luogo ma veicolo di contagio, dato che i giovani fuori stentano ad adeguarsi alle nuove regole e portano il virus all’interno delle classi, con il rischio di mettere a repentaglio la salute di intere famiglie e di tutto il personale che opera all’interno del sistema scolastico. Certo, ammettere che bisognerà prima o poi tornare alla didattica a distanza significa confessare sottovoce di non essere stati capaci, nonostante il tempo trascorso, a riorganizzare il sistema in sicurezza. Il banco monoposto con o senza rotelle è inutile quando la distanza minima prevista non si può mantenere perché le aule sono piccole e gli studenti sono troppi per quegli spazi. Lo sdoppiamento delle classi e il personale a supporto promesso dov’é finito? Neanche un passo avanti é stato fatto per rafforzare il sistema sanitario. Oggi come ieri serve personale medico e paramedico, necessitano più strutture per garantire la prosecuzione delle cure per i malati cronici. Oltre la pandemia, anche i tumori continuano a mietere vittime esattamente come altre gravi patologia che necessitano di continuo monitoraggio e intervento. Gli Italiani sono chiamati ancora una volta al rispetto del senso civico e ad un’ulteriore assunzione di responsabilità. E il governo? Cosa ha fatto finora e cosa intende fare? Non sarà certamente l’ennesimo DPCM a debellare il Covid né una nuova scansione oraria preserverà l’ormai debole economia italiana. Servono gli interventi, ma quelli veri. 

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