Privacy Policy Sanremo 2020: il trionfo della finzione e del ridicolo? - ReportSicilia.com

Sanremo 2020: il trionfo della finzione e del ridicolo?

La 70° edizione del Festival di Sanremo entra nel vivo. Grandi ascolti e tanto da parlare su performance che sono apparse subito discutibili e anche di cattivo gusto.

Finti preti che usano la tonaca per fare umorismo, travestimenti grotteschi, sfoggio di tatuaggi nelle zone in vista del corpo, abiti che più che indicare la partecipazione al gran gala della canzone italiana sembrano preannunciare una festa privata nel centro delle celebrazioni carnascialesche. Molte belle performance di veri cantanti, dotati e talentuosi, sono affiancate dai soliti parlatori che tendono a fare moralismo spicciolo, finalizzato alla denuncia sociale. Il fine giustifica i mezzi! (si potrebbe dire).

Certamente in una società frammentata, dove i giovani sembrano disorientati e in cerca di ascolto nella loro gracilità e solitudine interiore, messaggi di pace, giustizia e uguaglianza non possono che essere ben accetti.

Eppure la kermesse rimane sempre il Festival della canzone italiana per eccellenza e tutto questo non fa digerire agli estimatori reali le esibizioni stonate, fuori tempo e soprattutto che esulano dall’essenza della vera musica.

Pare che tutti siano contenti degli innumerevoli commenti che sono stati rivolti alle performance discutibili di Fiorello, che in più di un’occasione è sembrato dovesse fare passare i minuti pattuiti per contratto, e specialmente del giovane Achille Lauro che, indossando una tutina pailettata, ha voluto emulare grandi artisti di tutti i tempi come Freddie Mercury, pensando di potere raggiungere la stessa notorietà in una sola sera. Il ragazzo ha dimenticato, o non sa, che Freddie Mercury, oltre ad avere una personalità forte, era dotato di vero talento, che non può essere negato o sottaciuto. Cosa che non possiede sicuramente lo sbiadito Achille.

Bando alle polemiche, mi sembra utile riflettere sulla natura di questi grandi ascolti. Sono tutti a guardare le ridicole e patetiche performance di pseudo cantanti e comici o i veri matador della serata sono stati i colossi della musica italiana?

Sembra inverosimile, ma i nostri giovani così alla moda e attenti alle nuove tendenze, sono stati a bocca aperta ad ascoltare i Ricchi e Poveri nella loro composizione originale, Albano e Romina e mostri sacri della musica di tutti i tempi come Massimo Ranieri e Fausto Leali.

Cosa fa la grandezza di questi artisti, oltre alle conclamate doti musicali?

Il fatto che parlino al cuore, che piangano di commozione come il grandissimo Tiziano Ferro, un uomo in carne e ossa, con le proprie incertezze e fragilità, prima ancora di essere un cantante.

Allora viva la musica, viva la semplicità e la spontaneità, fatta anche di errori, ma comunque di grande umanità!

Giovanna Strano

dirigente scolastico e scrittrice

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