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Stefano Barrera: il campione che lotta per la sua Siracusa

Stefano Barrera, classe 80’, schermidore italiano specializzato nel fioretto. Ha cominciato per puro caso all’età di 6 anni a brandire le armi bianche. “Da piccolo ero vivacissimo, perciò quando palesai le mie intenzioni ai miei genitori di voler provare questo sport, mi portarono subito dal maestro Cannarella, e fu subito amore a prima vista”. Oro a squadre a Kiev nel 2008 e negli Europei di Plovdiv nel 2009, Barrera si allenava tutti i giorni dalle 6 alle 8 ore al giorno vincendo ai mondiali di Pechino 2008 e facendo incetta di oro a squadre nei Campionati Italiani Assoluti dal 2003 al 2010. Dietro ogni vittoria ci sono sacrifici, sconfitte e delusioni. Ma oggi qual è il vero limite da superare per raggiungere risultati?

Da insegnante affermo che il problema è che nessuno oggi è pronto a sacrificarsi per ottenere qualcosa, ed è un discorso che faccio oggi ai ragazzini più promettenti che ho – continua Barrera – I tempi sono cambiati: la tecnologia ha distrutto le nuove generazioni”. La tipologia di giochi che i bambini usavano, li portava a ingegnare, creare e sperimentare in prima persona le modalità di divertimento, stimolando la fantasia, la creatività e l’attività motoria volontaria. I genitori desiderano che il loro figlio eccella in più attività: dal canto allo studio di una lingua, da uno sport all’apprendimento di una disciplina motoria alternativa. Ciò non fa altro che oberare il bambino di impegni che lo vedono coinvolto su troppi fronti, causa di una diminuzione di resa in tutte queste attività.

Poi continua, “Ho visto un netto calo dal punto di vista schermistico per quanto riguarda l’Italia e per arginare questo dilagante fenomeno, nel mio piccolo, ho suggerito ai genitori dei figli di ‘sequestrare’ videogiochi e playstation – afferma sorridendo – Durante le lezioni individuali con me e il maestro Cannarella, ho notato un innalzamento nell’attenzione in maniera esponenziale”.

Ad oggi il maestro Barrera è soddisfattissimo del lavoro che sta svolgendo a Siracusa presso il CLUB SCHERMA SIRACUSA A.S.D. “Essere un grande atleta non è sinonimo di essere un grande maestro” afferma, dichiarandosi grato per l’impegno dedicato nell’insegnamento di questa disciplina e per il raggiungimento, oltre le aspettative prefissate, di importanti risultati. “Pur avendo Siracusa lo sport nel DNA, si è registrato un decremento dell’interesse da parte delle istituzioni per le discipline sportive”.

Barrera lancia un appello alle istituzioni cittadine e locali di avere più a cuore le realtà delle società sportive siracusane, non solo elogiandole quando raggiungono importanti risultati, ma prendendosi realmente carico delle loro necessità. Gli ambienti sportivi sono il focolare di crescita delle generazioni future, e se questi non risultino sufficienti a garantire un’attività motoria idonea, di conseguenza gli adulti del domani non saranno in grado di fronteggiare le sfide che incontreranno, sia in ambito sportivo, umano che professionale.

Viviana Nobile

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