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“Flotta di Barche Bambine” dell’artista Angela Gallaro Goracci salpa dal liceo artistico Gagini

Il mare che bagna l’isola di Ortigia non è solo un elemento paesaggistico ma un immenso archivio liquido di storie, un confine sottile dove la cronaca quotidiana si scontra con il destino dei popoli. È in questo scenario di millenaria complessità che ha preso vita un’azione artistica in grado di ridefinire il rapporto tra estetica, impegno civile e territorio: la Flotta di barche bambine, installazione performativa ideata dalla artista siracusana Angela Gallaro Goracci.

Mentre la cronaca internazionale registrava la partenza di spedizioni umanitarie reali, l’estro artistico e la capacità interpretativa della GallaroGoracci hanno impresso un’orma poetica indelebile, non solo nel panorama artistico dell’ultimo periodo ma anche nelle coscienze dei suoi allievi. La chiave di volta dell’intero progetto risiede in una precisa scelta metodologica e curatoriale ovvero l’avere affidato la genesi dell’opera alle mani e alle coscienze dei giovani studenti del Liceo Artistico di Siracusa, guidati dai suoi gesti sapienti, dai suoi racconti, dalla sua sensibilità nel tradurre un oggi dai confini incerti e polverosi, fatto di macerie e vite umane spezzate e sospese, bisognoso di una pace, mai come adesso, tanto agognata.

 

Nel cuore dell’atelier: l’iniziazione al linguaggio pittorico

Il viaggio della “Flotta” è iniziato all’interno dello studio. L’artista ha infatti condotto gli studenti in un’esperienza totalmente immersiva: una scelta che diventa pura pratica di trasmissione culturale.

In questo spazio sacro alla creazione, la GallaroGoracci ha condiviso intimamente con i ragazzi la poetica del suo linguaggio pittorico, fatto di stratificazioni e cromatismi vibranti. Gli allievi sono stati assorbiti all’interno di un processo osmotico, in cui la materia visiva si carica di istanze universali.

 

La metamorfosi del foglio: dal gioco alla denuncia

È tra le pareti dell’atelier che si è compiuto l’innesto concettuale più interessante dell’opera. Ogni foglio di carta si è prestato docilmente al gioco che tutti bambini almeno una volta nella vita hanno fatto ovvero quello di piegare con le mani dell’umile carta per farne una barchetta . Un gesto antico, radicato nella memoria collettiva dell’infanzia. Eppure, sotto la pressione delle dita dei ragazzi, quell’oggetto semplice ha subito una radicale metamorfosi semantica, assumendo significati ben più profondi e complessi.

Ogni manufatto è divenuto, nell’intenzione critica dell’autrice, una preghiera cromatica. Il colore ha smesso i panni della pura decorazione per farsi grido visivo, urgenza formale. Il significato più pregnante dell’opera si rivela così nella ricerca viscerale della pace. La fragilità intrinseca della carta è diventata il simbolo dei diritti calpestati, delle infanzie negate nei teatri di guerra e delle voci dei bambini smarriti nei conflitti contemporanei.

  • La materia: Fogli di carta che incontrano l’innocenza e la purezza del gioco.
  • La metamorfosi: L’archetipo ludico che si fa veicolo di un’altissima densità concettuale.
  • L’istanza: decine di preghiere cromatiche strutturate come manifesto politico e visivo.

 

Il ruolo dell’arte civile oltre il palcoscenico

Ed è così che Angela Gallaro Goracci, forte di una prestigiosa carriera che l’ha vista firmare le scene e i costumi per capolavori del teatro nazionale compie, con la “Flotta di barche bambine”, una necessaria invasione di campo sociale.

Sradicando i ragazzi del Liceo Artistico dalle aule scolastiche per condurli prima nel proprio atelier e poi sul fronte del dibattito civile, l’artista ha dimostrato che l’arte contemporanea ha ancora il dovere di interrogare la realtà, anziché limitarsi a decorarla. Davanti al rumore assordante delle armi, la risposta di Siracusa è stata un esercizio corale di empatia e bellezza: una flotta fragile ma tenace che, guidata dalle nuove generazioni, continua idealmente a navigare come un fermo, colorato e irrevocabile monito di pace.

L’installazione sarà esposta all’interno dell’Istituto “A. Gagini” di Siracusa il prossimo 3 giugno.

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