Caccia alla “grande bellezza”
di Rosi Giangreco
Domani, 2 febbraio, prima domenica del mese, consueto appuntamento con l’apertura gratuita dei musei e dei siti archeologici per scoprire le meraviglie del territorio. Grandiosa l’iniziativa del Museo Paolo Orsi che aprirà le porte del magazzino “C”, in cui sono custoditi reperti che appartengono a tutto il territorio dell’isola e già sold out.
Uscire da casa, distogliere grandi e piccini da tablet, console e diavolerie varie per visitare un parco archeologico oppure un museo rappresenta un momento di educazione alla cittadinanza e un veicolo validissimo per conoscere storia e tradizioni, vere radici della comunità. Approfittare della generosità del clima per passeggiare e raccontare ai ragazzini i quartieri di Siracusa, dalla Borgata alla Giudecca, insegnare loro a leggere la storia attraverso i toponimi o le tracce – rese volutamente visibili – dell’antica trama viaria, significa aiutarli a diventare cittadini consapevoli piuttosto che trascorrere l’intera giornata in un nonluogo, neologismo aggiunto al dizionario della lingua italiana nel 2003, come il “centro commerciale”. Nonluoghi perché come insegna Marc Augè luoghi privi di identità, di carattere, tutti uguali, capannoni vestiti a festa. Una gita fuoripista alla scoperta di paesaggi incantevoli e tesori archeologici rappresenta un momento intimo e di coesione della famiglia, insomma uno dei tanti o pochi, dipende da punti di vista e situazioni, momenti ludici in cui si impara senza annoiarsi. Certamente sarà più comodo recarsi presso i parchi commerciali che hanno studiato ad hoc formule all inclusive, aree gioco e videogioco comprese, che offrono alla famigliola l’opportunità di fare la spesa, shopping, mangiare comodamente e, qualora lo desiderassero, liberarsi dei figli che possono giocare nelle aree dedicate. Senza demonizzare i nonluoghi (del tutto differenti dai luoghi antropologici caratterizzati da un’altra concezione spazio-temporale e soprattutto connotati dal punto di vista sociale) oggi anche centri di aggregazione, punti di riferimento e incontro, come un tempo i caffè o i circoli, la loro vocazione è di natura esclusivamente commerciale e la finalità è quella di invogliare all’acquisto, non essendoci altro all’interno. Pertanto, se è vero che l’attuale situazione economica riduce la possibilità di spesa dei nuclei familiari non si comprende perché la maggior parte di esse non usufruisca della gratuità domenicale per godere del patrimonio culturale e preferisca spendere ciò che non ha altrove. La settimana si compone di sette giorni e se il settimo, come recita la Bibbia, “Dio si riposò”, si potrebbe andare a Noto o a Palazzolo Acreide, o a Lentini, dopo avere conosciuto le Antiche Syracusae. E perché no, a Modica, Ragusa Ibla, etc…Se i primi turisti fossero i cittadini cambierebbe l’atteggiamento nei confronti della città, sarebbe più critico e fattivo, più produttivo e si darebbe una risposta forte a chi dice che al sud c’è il calore umano, il cielo azzurro, l’arancino e il cannolo ma che non esistono servizi e la gestione delle meraviglie nostrane al nord farebbe numeri da capogiro. Guy de Maupassant, dopo avere visitato Siracusa scrisse che bisogna concludere un viaggio in Sicilia “con questa cittadina singolare e aggraziata”. E allora da domani che i ‘se’ diventino certezze e si cominci da Siracusa a ricercare la grande bellezza dell’isola a tre punte.
R.G.

