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Ortigia Resistente: Delibera Parcheggi Hotel a Ortigia: “Una facciata di legalità per sanare un privilegio illegittimo”.

SIRACUSA, – Il Comitato “Ortigia Cittadinanza Resistente” esprime la sua più ferma opposizione alla Recente Proposta di Deliberazione n. 39, che mira a modificare l’art. 56 del Regolamento sul Canone Unico Patrimoniale per concedere stalli di sosta alle strutture alberghiere.
Riteniamo che questa delibera sia un atto ingannevole, intriso di ambiguità terminologiche, e che rappresenti l’ennesimo attacco alla vivibilità del centro storico e ai diritti dei residenti. L’Amministrazione, invece di risolvere il problema dei parcheggi H24 illegali concessi in passato agli hotel – come già intimato al Comune dal Ministero dei Trasporti  – tenta di reintrodurli sotto mentite spoglie. L’analisi del testo rivela non solo criticità giuridiche, ma anche palesi contraddizioni che sembrano favorire interessi particolari a scapito del bene pubblico e della residenzialità.
Il Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), all’Art. 7, definisce in modo tassativo i poteri dei Comuni in materia di sosta nei centri abitati. La facoltà di “riservare superfici o spazi di sosta per veicoli privati” è limitata esplicitamente ai “soli residenti nella zona”. Altre riserve di sosta (Art. 7, c. 1, lett. d) sono previste solo per categorie di interesse pubblico o di utilità sociale, quali: organi di polizia stradale, vigili del fuoco, servizi di soccorso, veicoli “adibiti al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria” e servizi di linea ai capilinea. Questo trasforma inequivocabilmente lo spazio pubblico da area di servizio indifferenziata a pertinenza di fatto dell’impresa privata
“Ci troviamo di fronte a una palese contraddizione,” dichiara il portavoce del Comitato. “Il testo mantiene la terminologia illegittima di ‘Riserva di parcheggio – una facoltà che il Codice della Strada concede esclusivamente ai residenti – per poi tentare di mascherarla da “area di carico/scarico”. Si tratta di una finzione giuridica: un’area di carico/scarico per ‘bagagli’ non è prevista dal Codice della strada, e concederla in modo proporzionale al numero di stanze la rende, di fatto, un parcheggio privato.” Un’altra incoerenza è la durata di sosta concessa: 40 minuti non sono “carico e scarico”. Concedere 40 minuti significa legalizzare la sosta prolungata dei clienti su suolo pubblico, sottraendolo alla collettività.
Il Sistema di Controllo: Una Presa in Giro per i Cittadini
La delibera tradisce la sua stessa inapplicabilità nel momento in cui definisce i meccanismi di controllo. Si impone un generico “sistema di controllo della durata della sosta” (Comma 6e), senza però specificare quale. “Questo è il punto più fallace dell’intera delibera,” continua il Comitato. “In assenza di un obbligo stringente di installare sensori automatici, questo “sistema” si tradurrà nel solito disco orario, totalmente inutile. L’Amministrazione sa benissimo che non ci sono i vigili per controllare, a chiamata. La minaccia della ‘revoca automatica’ dopo tre violazioni è una norma-manifesto, scritta sapendo che non verrà mai applicata, e scarica l’impossibile onere del controllo sui cittadini esasperati.”
Una Proporzionalità a Senso Unico: Prima i Dehors, Ora i Parcheggi
La delibera parla di “proporzionalità”, ma solo a vantaggio delle attività commerciali. Siamo di fronte a una privatizzazione strisciante del suolo pubblico. In questi anni abbiamo assistito all’invasione dei dehors, che hanno sottratto marciapiedi e piazze alla collettività; ora si passa alla sottrazione degli ultimi stalli di sosta. Questa concessione, che si somma a quella dei dehors, alla sproporzione di rilascio dei pass a svariate altre categorie, non tiene in alcun conto la “proporzionalità” dei diritti dei residenti, che vedono lo spazio vitale ridursi a zero, nonostante questo Comitato abbia fornito all’Amministrazione strumenti tecnici, come l’Indice CADM, per un’equa gestione del suolo pubblico, preferendo atti discrezionali. Si è resa Ortigia invivibile, trasformandola in un parco a tema ad uso esclusivo dei turisti e delle attività connesse.
Una Norma Discriminatoria: Perché solo gli Alberghi?
Infine, la delibera è palesemente discriminatoria. La concessione è prevista solo per le “strutture ricettive alberghiere”. E tutte le strutture extra-alberghiere? “Ortigia è piena di B&B, affittacamere e case vacanza che hanno le medesime esigenze di carico e scarico e che pagano la medesima tassa di soggiorno. Perché questa delibera crea un privilegio solo per gli alberghi e ignora tutti gli altri operatori? Questa non è una norma che risolve un problema del turismo; è una norma che concede un favore ad una specifica attività, ma a seguito della palese violazione del principio di imparzialità.
Per tutte queste ragioni – l’illiceità di fondo mascherata dall’ambiguità, la fallacità del sistema di controllo, l’aggressione alla residenzialità e la palese discriminazione – il Comitato “Ortigia Cittadinanza Resistente” chiede il ritiro immediato della Delibera n. 39 del 6 agosto scorso e l’apertura di un confronto reale che parta da un principio non negoziabile: la tutela del suolo pubblico e dei diritti di chi ad Ortigia vive tutto l’anno.

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