Privacy Policy Cetacei a rischio morbillo, il virus fa un "salto di specie" come la Sars-CoV2. - ReportSicilia.com

Cetacei a rischio morbillo, il virus fa un “salto di specie” come la Sars-CoV2.

È noto agli esperti che il 25% dei cetacei finiti lungo le coste italiane sia dovuto a cause legate all’uomo, in quanto questi animali rimangono vittima o di reti illegali abbandonate o della plastica. Nei giorni scorsi le spadare, un tipo di rete utilizzata per la caccia al pesce spada, hanno intrappolato ben due capodogli al largo delle Eolie. L’84% di questi grandi cetacei spiaggiati tra il 2008 e il 2019 recava all’interno dell’intestino plastica. All’inizio del 2019 una femmina, rinvenuta a Olbia in Sardegna, è stata trovata con 22 kili di plastica nello stomaco.

La plastica non uccide subito l’animale, ma lo debilita lentamente, modificando la sua funzione intestinale, rendendo l’atto di alimentarsi estremamente faticoso. Una ricerca commissionata da Greenpeace presso l’Università di Padova ha constatato come tra le cause di morte tra i cetacei non c’è solo l’inquinamento del mare, ma anche la diffusione di un virus: il morbillo.

Dalle ultime epidemie del 1990 e del 2008, che hanno colpito le stenelle striate, un cetaceo appartenente alla famiglia dei delfini, sembra che il morbillo sia tornato a minacciare altri mammiferi marini. Dagli studi effettuati su sei capodogli spiaggiati la scorsa estate, trovati positivi al virus del morbillo, è risultato che esso stia facendo un “salto di specie” come la Sars -Cov -2. La conseguenza di questa evoluzione è che a rimanere vittima del morbillo, non siano solo balene e delfini ma anche lontre e foche. (fonte ANSA)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *