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L’appello dell’87enne Antonietta Abramo

BRUCOLI, CENTRO ANZIANI, LE DONNE VOGLIONO I LORO SPAZI

Di Giorgio Càsole 

Brucoli non  ha più la sede per la delegazione comunale, in compenso ha un nuovo Centro per anziani, inaugurato lo scorso anno, sotto  un sole cocente, davanti a un nugolo di persone, davanti all’ingresso di Via Canale, 42 , proprio dove un tempo c’erano i locali della delegazione, dove i residenti del borgo marinaro si recavano soprattutto per certificazioni anagrafiche. Nell’epoca della telematica trionfante, è stato ritenuto non più necessario mantenere in vita la delegazione, mentre è stato ritenuto vitale per gli anziani riavere un centro di aggregazione tutto per loro, come quello che una volta era in Via Libertà. Il centro di Va Canale è  aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 12,15 e dalle 16,oo alle 19,30, il sabato solo di mattina, chiuso di domenica e nei  giorni festivi. L’anno scorso, dopo la benedizione del centro, da parte del parroco di Brucoli, Francesco Trapani, nel cortile retrostante al centro,  si svolse una partitina a calcio  fra il sindaco Di Mare e alcuni  assessori e consiglieri comunali al seguito,  cui assistevano, divertiti, uomini e donne pronti a frequentare il centro. A distanza di un anno, fa sentire la sua voce la signora Antonietta Abramo, nota a Brucoli per essere stata testimone il 17 luglio del 1943, di quella tragica notte, a lungo dimenticata, in cui il borgo marinaro fu funestato dall’esplosione di bombe sganciate da un aereo tedesco. Le bombe provocarono 21 morti e , da qualche anno, il 17 luglio è ricordato come giorno della memoria cittadina, come, da anni, è ricordata la data del 13 maggio ’43, giorno in cui Augusta fu  bombardata dalle fortezze volanti statunitensi. Ovviamente, Antonietta Abramo è in prima fila in occasione della celebrazione del 17 luglio. Oggi  vuole essere in prima fila a nome di tutte le donne anziane di Brucoli per chiedere uno spazio e un tempo  adeguati da trascorrere nel centro anziani. La signora Antonietta,  87 anni il 27 giugno, protesta perché gli uomini che frequentano il centro hanno sostanzialmente occupato i locali, che sono angusti,  per giocare a carte e fumare, impedendo alle loro coetanee di poter trascorrere qualche ora per socializzare fra loro. “Ho parlato con questo e con quello”, sbotta la signora, che prosegue: “ma ancora niente; può darci una mano?” Raccogliamo l’accorato appello della signora Abramo, che vuole difendere soltanto un diritto elementare. Se i locali del centro non si possono ampliare o non si può aprire un centro esclusivamente femminile, non è possibile stabilire tempi e modi per venire incontro alle esigenze di tutti?

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