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AUGUSTA, INTEMPERANZE E INSULTI AL CUP

di Giorgio Càsole

Augusta. Intemperanze e insulti al CUP (Centro Unico di Prenotazione) allocato al piano terra del padiglione nuovo dell’ospedale “Muscatello”. E’ successo l’altra mattina, intorno alle 10,45, quando un anziano utente si è presentato a uno dei due sportelli aperti in quel momento. Da qualche tempo, quando ci si reca al CUP con l’impegnativa del medico, per prenotare una visita specialistica o  esami diagnostici, è obbligatorio esibire alla persona dietro lo sportello la tessera sanitaria  originale, propria, se l’impegnativa è per sé, o della persona che si intende rappresentare allo sportello. In passato non era così.  Era sufficiente presentare l’impegnativa su cui è comunque trascritto il codice fiscale dell’utente. L’impiegato allo sportello faceva passare sul codice alfanumerico un lettore ottico e si portava a compimento la prenotazione. L’altra mattina, un utente anziano, che, evidentemente, non conosceva la nuova disposizione, ha manifestato irritazione e intemperanza quando si è sentito chiedere la tessera sanitaria per  portare a buon fine l’operazione. L’utente non aveva con sé la tessera e, quindi, l’addetta alla prenotazione non poteva procedere per assicurare la prestazione richiesta. L’impiegata ha spiegato che la richiesta discendeva da una precisa disposizione dell’ASP di Siracusa, disposizione riportata su alcune locandine affisse, nei pressi dello sportello, per una  presa visione da parte degli utenti.  L’utente aveva urgenza di prenotare una  visita specialistica e non voleva perdere altro tempo per rifare la fila, dopo aver preso la tessera, non ha voluto sentire ragioni e si è rivolto contro l’impiegata, urlando insulti irriferibili proprio nei confronti della lavoratrice, cui ha provocando un malessere momentaneo, tanto che la signora è dovuta uscire per qualche minuto. “Ma, per evitare simili situazioni, non sarebbe meglio affiggere manifesti più vistosi per ricordare l’obbligo della tessera?”, ha fatto osservare un utente, in attesa da  un’ora, che ha assistito alla scena . Giorgio Càsole

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