AUGUSTA, ORESTE GIANINO, L’IMPRENDITORE ONUSTO DI TITOLI, CHE ANCORA GUIDA L’AUTO
di Giorgio Càsole
Augusta. Qualche giorno dopo aver superato la boa dei cento anni, l’imprenditore Oreste Gianino ha ceduto il comando al figlio e s’è messo definitivamente in pensione. Lo incontriamo all’interno della sua galleria d’arte, la prima in Augusta e tuttora unica, dopo vari tentativi da parte di altri, fra gli anni Settanta e Ottanta. Gianino ci viene incontro elegante, sorridente, vispo, rispettando l’immagine che si era stampata in me, da quando, ragazzo, frequentavo la bottega annessa alla sua galleria, per farmi incorniciare fotografie e riproduzione dei quadri dei grandi artisti del passato. La bottega c’è ancora. ”Continuiamo artigianalmente nel nostro lavoro di corniciai”, ci conferma con fierezza Gianino ,ch’ebbe l’intuizione e il coraggio di passare dall’impresa artigiana a quella commerciale, mantenendo l’una a fianco all’altra e facendo di quella commerciale un centro di eccellenza per i prodotti che importava dall’estero, dalla Spagna, dalla Francia, dalla Gran Bretagna: prodotti che attiravano la clientela per il pregio intrinseco e per l’esterofilia. Dopo l’immane distruzione causata dalla II guerra mondiale, dopo la lenta e faticosa ricostruzione, coincisa essenzialmente con l’avvio dell’industrializzazione del territorio e con l’avvento del cosiddetto boom economico degli anni Sessanta, gli augustani ambivano a possedere appartamenti comodi, arredati con mobili eleganti e con oggetti artistici, da ammirare. “La “galleria d’arte” di Oreste Gianino era il punto di riferimento per acquistare mobili, quadri e altro materiale di pregio, che Gianino acquistava direttamente dalle case madri estere, di cui egli incontrava i rappresentanti alla Fiera campionaria di Milano. A Milano si recava in auto.”Partivo da Augusta al mattino e la sera ero a Milano giusto in tempo per andare al cinema. Quand’ero giovane, andavo due o tre volte a Milano. Sono stato il primo ad Augusta a importare dall’estero carichi di qualità, che pagavo anticipatamente in contanti, sapendo di rischiare, perché a me piaceva azzardare. Una volta per un carico ho anticipato oltre tre milioni di lire.” Il profilo di Oreste Gianino non è, dunque, quello di un commerciante, ma di un imprenditore che vuole e può rischiare e che ha il coraggio d’investire. Un imprenditore che durante la lunga vita operosa ha ricevuto, per le sue doti imprenditoriali, vari riconoscimenti, quali una laurea in economia e commercio honoris causa da un’università americana e il titolo di “Don” rilasciatogli dalla Casa reale Borbone delle Due Sicilie. Lucidissimo, risponde senza esitazione alle domande e all’aspetto non tradisce nulla che possa far pensare a un centenario. Alla domanda più scontata “Come ci si sente avendo raggiunto il secolo di vita?” risponde con il sorriso: “La vita è una continuità. Non ho avuto problemi di sorta. Sono stato bene in salute. Logicamente, si sente il peso degli anni, ma sono ancora in grado di guidare. Continuo ogni anno a rinnovare la patente. In ottant’anni di patente non ho mai causato un incidente e guido ancora, non solo in città, ma anche fuori”.

