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Prendono corpo a Canicattini Bagni i riti e le celebrazioni della Settimana Santa,  fede, devozione e tradizioni della Pasqua canicattinese

Con le processioni interparrocchiali per le strade cittadine di venerdì 22e quella di Domenica delle Palme del 24 marzo, prendono vita a Canicattini Bagni i riti della Settimana Santa 2024, attraversati, come sempre, da momenti di fede, devozione e tradizioni popolari.

Momenti segnati dalla rivisitazione del dolore e delle sofferenze del Cristo che si rinnovano e si intrecciano con il dolore e le sofferenze delle tante vittime dei conflitti nel mondo, in particolare quelli che si registrano  non molto lontano dall’Italia, e dalle angosce dei tanti fragili che vivono nella speranza di condizioni di vita migliori.

Speranza, rinascita,  pace, solidarietà, benessere per tutti e coesione sociale, trovano pienezza nel messaggio della Pasqua di Resurrezione che non lascia insensibili e si propone all’accoglienza, come sottolineato dal Sindaco Paolo Amenta e dall’Amministrazione comunale nel ricordare gli appuntamenti e i Riti della Settimana Santa a Canicattini Bagni, accolti e particolarmente sentiti, con grande coinvolgimento emotivo e di fede, da tutta la Comunità canicattinese.

Ad iniziare dalla toccante processione di giorno 29 marzo del Venerdì Santo del  “Santissimu Cristu”, la processione del Cristo flagellato che affonda le radici nelle tradizioni della città, con il “Lamientu” il canto di dolore intonato dai “Nuri”, che si tramanda di generazione in generazione, iscritto nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia, il Libro delle pratiche espressive e dei repertori orali, che richiama numerose presenze di visitatori e di devoti, con la  sosta del simulacro e la preghiera per gli emigranti davanti alla casa “ri Pinieddu” in via Garibaldi, e davanti al Palazzo Municipale per ricordare chi non c’è più e pregare per la Pace che segni la fine dei conflitti. 

Partecipazione che si rinnova poi domenica 31 marzo con la “Paci Paci”, nella metafora del dolore della madre avvolta nel manto nero che cerca il proprio figlio perduto, ritrovandolo Risorto in tre incontri che i canicattinesi rappresentano davanti alla Chiesa Maria SS. Ausiliatrice, alla Chiesa Anime Sante del Purgatorio e alla Chiesa Madre “Santa Maria degli Angeli e San Michele Arcangelo”,.

Quello è il momento di lasciare cadere il manto nero del dolore per dare spazio a quello azzurro della gioia.

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