AUGUSTA. PALAJONIO KAPUTT, TRAGEDIA SFIORATA
di Giorgio Càsole
Augusta. Stamattina, lunedì 11 marzo, intorno alle 9,00, è crollata al suolo la struttura in ferro, che costituiva l’ossatura del pallone tensostatico, denominato Palajonio, che per lunghi anni ha ospitato le avvincenti partite di calcio a 5, fino a che ne è stata decisa la chiusura per consolidamento e ampliamento, per una spesa di 1 milione e cinquecentomila euro circa. I lavori erano già stati avviati da giorni, tanto che, asportata la copertura del pallon, era rimasta solo la struttura ferreo-lignea ed eran state gettate le basi di cemento armato (v. foto) per il palazzetto dello sport. Quando si è registrato il crollo c’erano i lavoratori all’opera nel cantiere . II crollo della struttura poteva far infittire l’elenco dei tanti morti sul lavoro di questi tempi in Italia, ma ha causato soltanto la distruzione d’un’auto e di un furgone. Tragedia sfiorata, dunque, per i lavoratori. “Una strage scampata”, dice il consigliere comunale d’opposizione Ciccio La Ferla., ingegnere di professione che reclama l’intervento della Procura: “Vorremmo sapere la verità su quello che è accaduto. Com’ è possibile che i tecnici non si sono accorti che la struttura era fatiscente? Speriamo che la procura indaghi una volta e per tutte prima per accertare le responsabilità di questo crollo e poi per tutto ciò che succede in questo comune, iniziando dalle assunzioni”. Intanto, sul posto si sono recati immediatamente i carabinieri per i primi rilievi del caso. Il Palajonio, prima d’essere utilizzato per incontri sportivi o per manifestazioni musicali e studentesche, svolse una primaria importanza di protezione civile: quella di ospitare decine di famiglie del quartiere I maggio, rimaste senza tetto a causa del terremoto del 13 dicembre 1990. L’impiantito ligneo del basamento non era stato ancora completato, quando il terremoto, detto di Santa Lucia, ne obbligò l’apertura.

