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“Come la politica condiziona l’arte”, il libro di Demetrio Paparoni, giovedì in prima nazionale assoluta a Palazzo Vermexio

Il siracusano Demetrio Paparoni, uno dei più influenti e importanti critici d’arte italiani, ha scelto la sua città natale per presentare in prima nazionale assoluta il suo nuovo libro Come la politica condiziona l’arte, pubblicato dalla casa editrice Ponte delle Grazie. La presentazione avrà luogo giovedì prossimo (26 ottobre), alle 17,30, nel salone Paolo Borsellino di Palazzo Vermexio, in piazza Duomo

Il volume indaga la relazione tra arte e potere e aiuta a comprendere, anche in chiave storica, le dinamiche di un rapporto che caratterizza sia i regimi autoritari che le democrazie. Di questi temi giovedì l’autore discuterà con due professori di Filosofia del diritto, Salvatore Amato e Alessio Lo Giudice – il primo dell’università di Catania, il secondo dell’università di Messina – e con il presidente del Collegio Siciliano di Filosofia, Elio Cappuccio. La presentazione sarà introdotta dall’assessore comunale alla Cultura, Fabio Granata.

A questa prima nazionale seguiranno numerose altre presentazioni sul territorio nazionale. Tra le altre ne sono previste a Palazzo Strozzi, a Firenze, alla biblioteca di Castello Sforzesco di Milano, alla Sala degli Specchi della Villa Reale di Monza, alla sala Granata della Biblioteca laudense di Lodi. Paparoni ha definito la decisione di svolgere proprio a Siracusa la prima presentazione del suo libro «una scelta sentimentale». «Mi avvio a compiere settanta anni», dichiara, «e con il passare degli anni affiorano sempre più prepotentemente nella mia mente luoghi e persone legati alla mia infanzia e alla mia gioventù in questa città, che mi ha dato tanto. A Siracusa conservo amicizie davvero speciali».

Con questo evento, per la seconda volta nel 2023, Paparoni volge l’attenzione alla sua città natale, dove oltre quarant’anni fa iniziò un’attività che lo ha portato a curare mostre di grandi artisti internazionali in Italia e in diverse parti del mondo. Il critico d’arte, infatti, ha allestito all’Antico Mercato la grande mostra internazionale Medea, inaugurata il 5 maggio e ispirata alla tragedia di Euripide messa in scena la scorsa estate, al Teatro Greco, per il ciclo delle Rappresentazioni classiche della Fondazione Inda.

«Ho chiesto a Paparoni di presentare qui il suo ultimo lavoro – spiega il sindaco, Francesco Italia – perché sono convinto che dobbiamo riallacciare i rapporti con i tantissimi siracusani che si sono affermati altrove diventando delle eccellenze nei rispettivi campi. Siracusa è una realtà ormai nota anche all’estero. Sono certo che, se stimolate, queste personalità saranno ben liete di dare il loro contributo di idee per la crescita culturale e sociale della loro città. La mostra su Medea è un esempio delle tante iniziative di valore che si possono realizzare». 

Le circa 500 pagine del libro sono introdotte sulla fascetta di copertina da un commento di Aldo Cazzulo, che definisce questo ultimo lavoro di Paparoni «Un modo del tutto nuovo di raccontare l’arte e la politica». Come la Politica condiziona l’arte è in realtà la terza edizione di un libro stampato per la prima volta dieci anni fa, sempre da Ponte alle Grazie. Viene adesso riedito, riveduto e aggiornato in molte sue parti e con oltre cento pagine in più, con un titolo nuovo proprio per rimarcare che può, per molti versi, essere considerato un libro nuovo. «In dieci anni sono cambiate così tante cose che una revisione si rendeva necessaria», spiega Paparoni. «Quando la casa editrice mi ha chiesto di pubblicare un nuovo volume come proseguo del precedente, ho pensato che per raccontare e commentare fatti di cui avevo già scritto sarei dovuto comunque tornare su argomenti già trattati. Certamente con la parte che ho aggiunto avrei potuto pubblicare un libro totalmente nuovo, ma considerando quanto è accaduto in questi ultimi dieci anni, molti fatti, ricollegati al tempo presente, vanno letti sotto una luce nuova».

Il precedente libro di Paparoni, Arte e Poststoria, cofirmato con Arthur C. Danto, uno dei maggiori filosofi del mondo, pubblicato in Italia nel 2020 da Neri Pozza, è stato edito negli Stati Uniti l’anno scorso dalla Columbia University Press ed è da poco approdato nelle librerie coreane, pubblicato da Misul Munhwa’s Books. Di recente Paparoni ha curato due grandi mostre alle Gallerie degli Uffizi e a Palazzo Pitti, a Firenze, insieme al direttore degli Uffizi, Eike Sckmidt.

Paparoni, nei giorni di presenza a Siracusa, si è reso disponibile a tenere alcuni incontri all’interno della mostra Medea, che oramai si accinge a chiudere i battenti. Il 24 ottobre, su input del sindaco Francesco Italia, illustrerà l’esposizione agli assessori della Giunta e ai consiglieri comunali; il giorno dopo, 25 ottobre, di mattina affiancherà le professoresse dell’Accademia di Belle Arti di Catania Ornella Fazzina e Loredana Faraci in una visita guidata per i loro studenti, mentre di pomeriggio, alle 18, tornerà a illustrare la mostra a oltre dieci associazioni culturali della città. Un appuntamento, quest’ultimo, sganciato dalle iniziative dell’amministrazione comunale, e che, proprio per la sua autonomia, testimonia l’importanza assunta in città dalla mostra Medea, il cui successo è testimoniato anche dalle tante recensioni positive sui maggiori quotidiani italiani.

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