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AUGUSTA. CENTRO STORICO, CRISI IDRICA PASSATA, RESTA IL DURISSIMO J’ACCUSE DEL CONSIGLIERE COMUNALE LA FERLA

di Giorgio Càsole

Augusta. Sembra rientrata la “crisi idrica” nel centro storico. Per almeno due giorni, sembrava d’essere tornati indietro nel tempo, a oltre tre anni fa, ai tempi dell’amministrazione precedente, quando per un anno i residenti dell’isola hanno vissuto tempi durissimi per la mancanza d’acqua, più duri in estate, ovviamente. Temendo il ritorno a quel triste recente passato, molti “isolani”, durante quei due giorni, hanno abbandonato il centro storico per farsi ospitare dai parenti con la casa al “monte”. “Nel centro storico abbiamo due pozzi, di cui uno di riserva (ma mi sa solo sulla carta) , che dovrebbe servire in caso che si verifichi un guasto come accaduto in questi giorni, poi abbiamo il collegamento con il pozzo Tringali e il collegamento con la borgata, che si potrebbero mettere in funzione in caso di bisogno, abbiamo pure la nuova autobotte comunale, tanto pubblicizzata quando è stata acquistata, eppure il centro storico è rimasto senz’acqua per due giorni”, ha constatato amaramente Giuseppe Marmoreo, un pensionato molto attivo sui social, che, quasi quotidianamente, testimonia, con scatti fotografici, i problemi  di Augusta – come noi facciamo con i servizi video e con articoli.  La “crisi idrica”, dunque, sembra rientrata. Nel tardo pomeriggio di venerdì pomeriggio abbiamo visto un’auto, che riportava sulla fiancata la dicitura “Città di Augusta”, procedere contro senso (non abbiamo foto, ma  testimoni sì),  senza tema d’incrociare auto provenienti dal senso opposto, recarsi al “terzo pozzo della villa” . Rientrata, almeno per ora (fino a quando?) la crisi idrica, resta il duro j’accuse contro il sindaco del consigliere comunale Ciccio La Ferla, ingegnere di professione: “DI MARE faresti bene a lasciare la poltrona per manifesta incapacità. Hai fatto due pozzi uno più fasullo dell’altro. È un sistema balordo come la tua amministrazione di sbandati. Il sistema è da ignoranti. Non si può mettere in rete l’acqua direttamente con la pompa della trivella. Ignoranti occorre un serbatoio di accumulo e decantazione con pompe in uscita. La pompa sommersa non può servire la rete seguendo le variazioni di portata. Ogni mese ci sarà un guasto. ANDATEVENE A CASA, INCAPACI! I lecchini si rendono conto del problema? O aspettano le serate estive ?” Si avvererà l’infausta previsione di La Ferla? La Ferla continua:”Una trivella profonda 350 m per portare l’acqua a quota zero deve vincere una pressione pari a 35 atmosfere (ogni 10 metri di colonna d’acqua equivale a 1 atmosfera), inoltre subisce le variazioni di portata della rete. La portata di acqua varia notevolmente tra il giorno e la notte. Queste escursioni che si traducono in drastiche variazioni di pressione non possono che ripercuotersi sulla pompa sommersa. È un sistema malato da ignoranti ripeto da sempre. Necessita realizzare un serbatoio di accumulo e poi in uscita un rilancio con pompe che non si guasterebbe mai e non solo un eventuale guasto sarebbe semplicissimo da riparare. Oggi un danno alla pompa a 350 m è un costo incredibile oltre il disservizio costante. AVETE FATTO RIDERE COLORO CHE ANCORA HANNO UN CERVELLO. Altro che estate Augustana!. Vergognatevi!” Con questo durissimo affondo, La Ferla conclude il suo j’accuse, al quale sindaco e assessori e dirigenti tecnici avrebbero l’obbligo morale di rispondere. O no?

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