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ARCIRAGAZZI SIRACUSA 2.0 e la Giornata Mondiale del Rifugiato

La Giornata Mondiale del Rifugiato, è stata istituita il 4 dicembre 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione n. 55/76, in occasione del cinquantennale della Convenzione di Ginevra che, nel 1951, ha definito lo status di rifugiato.

Dal 1951 ad oggi milioni di persone sono state costrette a lasciare il proprio paese a causa di guerre, ingiustizie, discriminazioni, disastri ambientali.

In migliaia ancora oggi nel 2023 muoiono in mare in cerca di protezione, salvezza.  Tra questi tanti bambini.

Martedì 20 giugno, all’interno del campo estivo “La Città Giocosa” celebreremo giocando la “GIORNATA del RIFUGIATO” – dichiara il presidente di Arciragazzi Siracusa 2.0. Luca Cerro. 

I temi dell’evento saranno: le migrazioni forzate, le ragioni che spingono le persone a lasciare il proprio paese, rifugiati e migranti economici e 

i minori stranieri non accompagnati. 

“Giocheremo al “migraquiz” – dichiara Cerro –  un gioco di ruolo in cui alcuni bambini “vestiranno” i panni dei rifugiati e altri no, per spiegare loro le differenze e le diseguaglianze. Ascolteremo la preziosa testimonianza di Simona Cascio, presidentessa di Arci Siracusa, da molti anni operatrice dell’accoglienza, che lavora per la difesa dei diritti dei migranti”. 

“Mi piace lasciarvi con una riflessione di Erri De Luca – conclude Luca Cerro – a nome di tutto Arciragazzi Siracusa 2.0: Mare nostro che non sei nei cieli e abbracci i confini dell’isola

e del mondo, sia benedetto il tuo sale,

sia benedetto il tuo fondale,

accogli le gremite imbarcazioni

senza una strada sopra le tue onde

i pescatori usciti nella notte,

le loro reti tra le tue creature,

che tornano al mattino con la pesca

dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,

all’alba sei colore del frumento

al tramonto dell’uva e di vendemmia.

ti abbiamo seminato di annegati più di

qualunque età delle tempeste.

Mare Nostro che non sei nei cieli,

tu sei più giusto della terraferma

pure quando sollevi onde a muraglia

poi le abbassi a tappeto.

Custodisci le vite, le vite cadute

come foglie sul viale,

fai da autunno per loro,

da carezza, abbraccio, bacio in fronte,

madre, padre prima di partire”.

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