Al civico “San Biagio” presentato il libro d’esordio di Max Scuderi

AUGUSTA, UNA VITA “HAPPY”? NON SMETTERE MAI DI SOGNARE

di Giorgio Càsole
Augusta. Massimiliano Scuderi è un  augustano in trasferta. Insegna nelle scuole primarie della provincia di Venezia. Ha fissato la residenza a Caorle, nota come la piccola Venezia, ma mentalmente, sentimentalmente, spiritualmente è come se fosse sempre in Augusta, dov’è nato 51 anni fa, dove ha vissuto fino a sette anni fa e dove  ha una fedelissima cerchia di amici che lo aspettano per ritrovarsi insieme come ai tempi dell’adolescenza e della giovinezza, tempi felici, che ha rivissuto sulla carta, pubblicando il racconto autobiografico “Sono nato di domenica”, presentato l’altra sera da chi scrive nell’auditorium del civico palazzo San Biagio, con la collaborazione di Chiara Matraxia, corresponsabile del gruppo di “Artemusa “ e dell’attrice Fiorella Tomaselli. Massimiliano, Max in arte e per gli amici, è uno che  non si accontenta. Vuole sperimentare. Vuole percorrere strade nuove,  senza dimenticare quelle vecchie. Una strada nuova è quella della scrittura, che, poi, forse tanto nuova non è, giacché durante la naja, il  servizio militare obbligatorio, teneva un diario su cui annotava le noiose giornate da coscritto, vivacizzate da quell’estro parodistico che caratterizza i personaggi da lui, spesso, messi in scena. Di questo diario, da marmittone potremmo dire, Scuderi parla in questa sua autobiografia, nata anch’essa durante i duri mesi del confinamento a casa. La reclusione forzata ha causato la rottura di non pochi matrimoni, ha spinto alcuni a scrivere romanzi di varia natura, in genere polizieschi, ha ispirato altri a scrivere canzoni e poesie. Max ha preferito parlare di sé, nato di domenica, giorno considerato fausto, di sé e della sua cerchia parentale e amicale per instaurare un processo di identificazione con il lettore. Sembra quasi che voglia dire: “Sono uno di voi, come voi, con desideri, aspirazioni, sogni. come i vostri”.  Metterei l’accento su “sogni”, sui sogni che aiutano a vivere, non per usare  una marzullata di maniera, ma perché Max Scuderi sembra davvero dare importanza alla virtù terapeutica del sogno, non per estraniarsi dalla realtà quotidiana, ma per viverla nel miglior modo possibile, mèmore dell’esortazione della madre: “Non smettere mai di sognare”.  L’esortazione materna equivale a “Non smettere mai di sperare”, che oggi, si traduce con l’invito a “pensare positivo”. E che cosa significa il sottotitolo di questo racconto autobiografico: “una vita sempre happy”, se non il riferimento implicito a una vita da vivere positivamente? Potremmo dire che è un messaggio che Massimo, giunto alla boa del mezzo secolo di vita, lascia ai suoi figli e ai suoi alunni per indicare una strada, la strada dell’eudaimonia, della ricerca della felicità. Ovviamente, il concetto di felicità dev’essere inteso nel senso di ben-essere, con sé stessi e con altri in una rete  di relazioni. Questo benessere è quello che Massimo cerca di raggiungere come persona, come padre e come insegnante. Posso affermarlo con cognizione di causa giacché conosco e apprezzo Massimo da oltre quarant’anni, da quando lui era un ragazzino di scuola media e io cronista di un quotidiano di Siracusa, alla ricerca di nuove strade. Coinvolsi allora e più avanti ancora  l’autore-protagonista di questo libro, che, a sua volta, anni dopo, mi ha reso partecipe di sue iniziative “happy”. Questo libro, “Sono nato di domenica”, trasuda ottimismo sin dall’incipit. L’ottimismo non può far che bene, specie in tempi come questi, in cui si  sono affacciati cupi venti di guerra non lontani dal nostro orizzonte. “Il libro di Massimiliano Max Scuderi è una gioiosa lettura che ci porta a ripercorrere, insieme a lui, la sua vita”, ha scritto nella prefazione la non dimenticata Mara Giovanna Elmi, la Fatina della tv, per antonomasia, mito di Scuderi bambino, che oggi ha raggiunto il suo sogno: quello di lavorare oggi accanto al suo mito.

Nella foto: da sin.  Max Scuderi, Fiorella Tomaselli, Giorgio Càsole

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