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Scaldati, al “Riso” di Palermo la presentazione dei primi due volumi dell’opera omnia. Amata: «Atto di doverosa memoria»


Un progetto curato dal Centro regionale inventario, catalogazione e documentazione (Cricd) della Regione Siciliana permetterà di mettere al sicuro il patrimonio artistico di Franco Scaldati, la cui memoria ha rischiato di andare dispersa. Domani (venerdì 16 dicembre) alle 17 a Palazzo Belmonte Riso-Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea (corso Vittorio Emanuele 365, Palermo), verranno presentati, 

infatti, i primi due volumi dell’opera omnia contenente gli scritti del drammaturgo, attore e poeta palermitano morto nel 2013. Il piano editoriale prevede la redazione e la pubblicazione di otto libri.
Il progetto, curato dal Cricd, attraverso la direttrice Laura Cappugi, vede la luce per la casa editrice Marsilio che li editerà secondo una pianificazione triennale. 

Si tratta di un intervento molto complesso per la natura stessa del materiale che è in gran parte manoscritto con note a margine ed è espresso in “linguaggio scaldatiano”, quel palermitano molto particolare che costituisce la cifra distintiva di Scaldati. Il recupero filologico dell’opera ha comportato la meticolosa proposizione dei testi, accompagnati dalla traduzione in italiano a fronte. L’attività di raccolta e traduzione è stata curata da un comitato scientifico di altissimo profilo che ha lavorato alla redazione e alla pubblicazione degli otto volumi in cui sono stati raccolti i 37 testi inediti di Scaldati e i 17 già pubblicati, ma ormai introvabili. Tra le opere inedite, “Il cavaliere Sole”, “Indovina Ventura” e “Sul muro c’è l’ombra di una farfalla”.

«La pubblicazione dell’opera di Franco Scaldati – sottolinea l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Elvira Amata – recupera un patrimonio che rischiava di andare disperso. Attraverso questa iniziativa la Sicilia riconosce il valore di un genio artistico del nostro tempo e lo colloca come prezioso tassello dell’heritage culturale dell’Isola, di cui Scaldati si è saputo fare interprete attraverso le sue opere. Il nostro impegno sarà sempre più quello di dare visibilità ai tanti figli di questa nostra Sicilia, che molto spesso rischiano di essere conosciuti e celebrati all’estero ma dimenticati in casa propria

».

«Attraverso la pubblicazione dei volumi – evidenzia la direttrice del Cricd, Laura Cappugi – abbiamo voluto rendere il giusto riconoscimento a uno degli artisti che ha saputo indagare e interpretare l’anima dell’uomo e il suo dramma interiore. Franco Scaldati ha fatto della lingua siciliana uno strumento formidabile per raccontare vicende e vite reali con uno stile inconfondibile. Per queste sue caratteristiche può essere considerato una sorta di genius loci della città di Palermo e della Sicilia, il cantore di quanti vivono relegati ai margini della società

».
Notevole il lavoro preparatorio svolto dal comitato scientifico costituito da Maria Ida Biggi dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e direttrice della Fondazione Cini, di Melino Imparato, attore e storico collaboratore del drammaturgo e direttore artistico della compagnia “Franco Scaldati”, di Viviana Raciti, dottoressa di ricerca e studiosa dell’opera di Scaldati, Valentina Valentini, docente dell’università “Sapienza” di Roma, Roberto Giambrone, giornalista e critico, e Antonella Di Salvo, collaboratrice di Franco Scaldati.

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