E’ nata una nuova associazione. Salvare Augusta? Si può!
A cura di Giorgio Càsole
Augusta. L’immagine urbanistica complessiva di Augusta, fortemente deteriorata e compromessa, è apparsa ancora più compromessa, in occasione del ciclone “Apollo” dello scorso 29 ottobre 2021,che ha colpito la Sicilia orientale, isolando Augusta, a tal punto che di Augusta invasa dalle acque e, appunto, isolata hanno parlato i tg nazionali e la foto di una palazzina, i cui abitanti sono rimasti prigionieri in casa, è stata ripresa dall’agenzia nazionale di stampa ANSA e pubblicata sulle pagine telematiche di testate nazionali come Corriere della Sera e la Repubblica. Qualche giorno l’associazione Piano Terra ha organizzato una conferenza pubblica sul tema delle zone F del territorio, destinate, secondo i vigenti Piani Regolatori Calandra e Marcon, a impianti e attrezzature di interesse generale, per le quali si prospetta una vasta cementificazione per costruzione di ristoranti fast-food, supermercati e centri commerciali di grandi dimensioni. A relazionare sono stati chiamati i rappresentanti di Legambiente, Natura Sicula e Punta Izzo Possibile che già avevano manifestato la loro contrarietà a questi insediamenti commerciali che non rispondono all’interesse generale della città. Abbiamo ricevuto al riguardo una nota firmata congiuntamente da Legambiente, Natura Sicula, Piano Terra, Punta Izzo Possibile. “Nel corso della conferenza sono stati approfonditi gli aspetti della vicenda e si è cominciato ad affrontare la questione del nuovo Piano Urbanistico Generale (P.U.G.), di cui le suddette associazioni nei documenti diffusi nei mesi scorsi avevano sollecitato l’elaborazione, in ossequio alla legge regionale 19/2020 che ne prescrive l’adozione.
Inoltre le associazioni chiedevano “l’avvio di una nuova stagione di pianificazione urbanistica del territorio, che coinvolga istituzioni comunali, associazioni e cittadini per ri-disegnare insieme una moderna città ecosostenibile che tuteli e valorizzi i suoi beni culturali e ambientali e persegua attivamente l’obiettivo di azzeramento del consumo di suolo che l’Unione Europea impone di raggiungere entro il 2050”. E’ stata quindi accolta e salutata con favore la delibera con la quale l’Amministrazione Comunale ha dato avvio alla redazione del P.U.G. approvando il relativo atto d’indirizzo. Nel corso della conferenza sono state evidenziate le prime palesi contraddizioni tra le pur condivisibili dichiarazioni di principio (zero consumo di suolo, urbanistica partecipata, ecc.), coerenti con lo spirito e il dettato della legge, e alcuni degli obiettivi che vengono indicati (nuove grandi strutture di vendita di livello superiore, omissione delle zone F, assimilazione delle zone bianche a quelle contigue, ecc.). Inoltre, si è rilevata nell’atto di indirizzo la non esauriente o erronea indicazione delle aree naturalistiche e l’insufficiente analisi dei Piani e dei progetti che si propongono sul territorio (Piano Regolatore Portuale, terzo ponte, by-pass ferroviario, ecc.). A parere dei relatori e degli intervenuti alla conferenza è importante che, così come vogliono la legge 19/2022 e l’Amministrazione Comunale . di Augusta, si partecipi attivamente all’elaborazione di questo essenziale strumento di pianificazione che, secondo la delibera della Giunta Municipale bisogna sia “frutto della partecipazione attiva e condivisione con i cittadini, atteso che una comunità deve essere partecipe e consapevole delle regole relative alla trasformazione dell’ambiente in cui vive, e che ogni cambiamento della struttura urbana operato senza una reale partecipazione, è destinato ad essere parzialmente disatteso, in quanto lontano dai bisogni dei cittadini”. In questa fase partecipativa si potranno e dovranno correggere le imprecisioni, definire gli obiettivi condivisi e dare forma e concretezza all’auspicata prassi di “zero consumo di suolo”.
I presenti alla conferenza, accogliendo e condividendo la proposta di Enzo Parisi di Legambiente, hanno deciso di dare vita, coinvolgendo associazioni, professionisti e liberi cittadini, a un’ associazione informale denominandola “SALVARE AUGUSTA” espressamente richiamandosi all’analoga “SALVARE PALERMO” fondata nel 1985 dall’illustre arch. Roberto Calandra – illuminato autore del Piano Regolatore di Augusta del 1973 – con lo scopo di fornire un contributo civico quanto più qualificato all’elaborazione del P.U.G. e alla tutela e salvaguardia di tutti i beni ambientali, naturali, storici e monumentali della città; di chiedere che la tratta ferroviaria (circa 6 km), che verrà dismessa a seguito del by-pass, sia esclusivamente destinata a pista ciclabile e pedonale e a tale scopo prontamente attrezzata – che, stante anche la mancata fase di consultazione e di confronto con i cittadini, venga riesaminato il DPSS propedeutico al Piano Regolatore Portuale e vengano escluse dall’ampliamento dei confini dell’ADSP i tratti di costa da Punta Carcarella fino a Capo S. Croce e venga restituita alla città e alla pubblica fruizione la Vecchia Darsena.” E’ stata accolta, infine, la proposta di Giambattista Totis, già consigliere comunale per molti anni e già assessore alle attività portuali, di chiedere formalmente all’Amministrazione comunale di decretare una moratoria al rilascio di concessioni e/o di modifiche, mantenendo integri i vigenti PRG Calandra e Marcon e le classificazioni di dette zone fino alla definitiva adozione del nuovo P.U.G .Dal confronto con le altre associazioni e soggetti interessati si stabilirà con quali forme e strumenti raccogliere il consenso dei cittadini (petizioni, referendum, ecc.) e dare continuità a una lunga e permanente opera di studio, informazione, comunicazione e azione.” Fin qui il documento firmato da Legambiente, Natura Sicula, Piano Terra, PuntA Izzo Possibile. Vedremo se e come l’Amministrazione comunale risponderà e informeremo i lettori. G.C.

