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Reati informatici e fakenews: il virus è nella rete.

Avv. Diego Nastasi

Gli sciacalli ci sono sempre stati ed, ahimè, sempre ci saranno. Ma oggigiorno li troviamo sempre più spesso davanti ad un pc e online.

E’ quanto emerge dalle recenti statistiche delle Polizia Postale, che ha segnalato una serie di frodi informatiche legate al tema dell’epidemia COVID-19. Infatti, approfittando della grave contingenza sanitaria che ci costringe in casa, e sempre più a navigare nella rete, si sono moltiplicati i fenomeni di reati informatici e fakenews. In particolare, il Centro Nazionale Protezione Infrastrutture Critiche (CNAIPIC della) della Polizia Postale, è venuto a conoscenza di una nuova campagna mirata di phishing e malware, legata al tema dell’epidemia: “…è in atto un massivo invio di messaggi email e non solo, del malware infostealer AZORult.
Nella circostanza i criminali hanno spacciato la minaccia informatica per un’applicazione che mostra la mappa della diffusione del virus nel mondo: la GUI (Graphical User Interface) che risulta particolarmente verosimile a quella ospitata sui sistemi della Johns Hopkins University (ArcGIS).
Il virus AZORult, oltre a scaricare ulteriori minacce nelle macchine colpite, è in grado di raccogliere informazioni come nome, ID/password, numero della carta di pagamento, cryptovalute e altri dati sensibili presenti nei browser; alcune varianti consentono anche connessioni di tipo Remote Desktop Protocol (RDP)”
.

Il virus AZORult in pratica fungerebbe da cavallo di Troia per razziare i nostri dati sensibili ed è solo uno degli stratagemmi segnalati dalle forze dell’ordine sul sito www.commissariatodips.it, che, proprio per questo, meriterebbe un’attenta consultazione. 

Infatti, se è vero che la frode informatica è punita dall’art. 640 ter del codice penale con la reclusione da sei mesi a tre anni, è anche vero che si tratta di reati difficilmente perseguibili ed, alle volte, facilmente evitabili.

 Pertanto, vale la pena informarsi al fine di non cadere nella trappola. Del resto, come non mai di questi tempi: prevenire è meglio che curare.

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