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COVID-19- Decreto Cura Italia – Quali misure a sostegno delle imprese.

di Vincenzo Minnella

E’ stato varato giorno 16 marzo 2020 il  DPCM 17.3.2020 n. 18 contenente le misure d’urgenza a sostegno delle famiglie, delle imprese e delle partite Iva che per effetto delle chiusure e limitazioni disposte a causa del CORONAVIRUS hanno visto drasticamente ridurre la propria capacità reddituale. 

Tra dubbi ed incertezze, determinate anche dall’insolito ritardo nella pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (il testo è stato reso disponibile solo nella tarda giornata del giorno successivo), l’attesissimo decreto “Cura Italia” si è posto l’obiettivo di rispondere alla richiesta di aiuto avanzata dalle imprese, dai professionisti, dai dipendenti e dai lavoratori autonomi che si trovano (tutti) a fronteggiare una crisi significativa e, si spera, non irreparabile.

Obiettivo raggiunto?


Ancora presto per dirlo anche in ragione delle già annunciate modifiche al testo pubblicato (si attende il decreto Aprile),  ma, da una prima lettura, non sembra che le misure proposte siano in grado di salvaguardare il tessuto economico nazionale sopratutto sul medio e lungo periodo. 

In un momento in cui i negozi di vicinato avranno il problema di affrontare il pagamento dei canoni di locazione per periodi di totale chiusura, le imprese hanno drasticamente rallentato (se non fermato) le produzioni, i professionisti hanno chiuso gli studi al pubblico e comunque ridotto sensibilmente la propria attività inscindibilmente collegata alla salute del tessuto produttivo, ci si sarebbe aspettato un intervento più incisivo che, al di la di inutili propagande, desse fiducia ad una Italia già scoraggiata. 

Certamente la necessità di intervenire in via d’urgenza incide sensibilmente sulla possibilità di attuare misure significative ma, del resto, questo si richiede al governo di un paese che affronta una crisi cosi estesa che, oltre a mettere a repentaglio la salute e l’incolumità pubblica, mina seriamente il futuro economico del paese. 

L’impressione è che, più che una “cura”, si tratti di un tampone emostatico che, almeno allo stato, non è certamente in grado di porre rimedio agli inevitabili effetti dello stop forzato e che pone, sin da subito, numerosi interrogativi. 

In estrema sintesi, e salvo ogni successivo chiarimento e/o modifica, di seguito le misure introdotte: 

GARANZIA STATALE PER LE PMI –

Una prima misura riguarda il Fondo di Garanzia e mira, secondo le previsioni del Governo,  a favorire l’accesso al credito da parte delle PMI chetano subito il c.d. “credit crunch” (contrazione dei volumi di prestiti alle imprese). 

Il Governo ha quindi ritento di ovviare cosi alla difficoltà (invero preesistente al COVID-19) di poter accedere a nuove risorse di finanziamento con accesso gratuito e generalizzato.

L’importo massimo per singola impresa è fissato (ed elevato rispetto all’attuale) a 5 milioni di euro. Per gli interventi di garanzia diretta, la percentuale massima di copertura è pari all’80% dell’ammontare di ciascuna operazione per un importo massimo garantito per singola impresa di 1,5 milioni.

Non potranno beneficiare della misura le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” o “inadempienze probabili” 

Per le garanzie su specifici portafogli di finanziamenti dedicati a imprese danneggiate dall’emergenza Covid-19, o che appartengono, per almeno il 60 per cento, a specifici settori/filiere colpiti dall’epidemia, la quota della tranche coperta dal Fondo può essere elevata del 50 per cento, ulteriormente incrementabile del 20 per cento. – 

Le stesse misure sono estese anche alle imprese agricole e della pesca. –

Relativamente al credito all’esportazione nel settore turistico, il ministero dell’Economia è autorizzato a rilasciare la garanzia dello Stato in favore di Sace Spa. -Per le micro e le piccole e medie imprese è prevista la clausola per fare salvi i fidi e sospendere le rate di mutui e prestiti fino al 30 settembre 2020. 

Operativaente, le imprese che intendano beneficiare della misura, dovranno presentare una domanda in cui sarà necessario attestare il danno per la diffusione del virus

Anche Cassa depositi e prestiti (Cdp), con uno stanziamento di 500 milioni di euro, verrà garantita dallo stato fino all’80% dell’esposizione al fine di consentire a Cdp, a sua volta, di garantire le banche che finanziano le imprese danneggiate che non hanno accesso al Fondo pmi. –

Per i contratti di sviluppo, viene aumentata la dotazione con una spesa di 400 milioni di euro. 

E’ prevista la moratoria su prestiti e finanziamenti di PMI e microimprese penalizzate dalle misure anti-Covid-19 (non in via automatica ma sempre su richiesta alla banca) con garanzia pubblica al 33%. Per i finanziamenti per i quali sia comunicata dalle banche o dai confidi la variazione in aumento del piano di rientro del debito, connessa alla sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio e lungo termine o all’allungamento della durata ai sensi di quanto previsto dall’Accordo per il Credito, sarà, pertanto, confermata d’ufficio la garanzia del Fondo senza una nuova valutazione del merito di credito delle PMI e dei professionisti beneficiari. La medesima procedura sarà applicata anche ai finanziamenti cui siano riconosciute condizioni di maggior favore per le imprese rispetto a quelle previste nell’Accordo per il credito, ovvero per i quali la sospensione o l’allungamento della durata sia accordata da soggetti non firmatari del predetto Accordo. 

LINEE DI CREDITO 

Per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del predetto decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020; 

Per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni; –

Per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti;

MISURE PER LE MICRO IMPRESE

E’ prevista la Cassa integrazione anche per le micro imprese e verrà garantita a tutte le imprese in difficoltà per 9 settimane, a prescindere dalla loro dimensione ferma, ovviamente,  la possibilità di trasformare la Cassa integrazione straordinaria in ordinaria e ciò anche per settori non coperti, 

Sono previsti Fondi per le imprese che devono acquistare dpi (come guanti e mascherine) per i dipendenti e credito d’imposta al 50% per le spese di sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro (massimo 20mila euro). 

Per l’affitto degli esercizi commerciali c’è un credito d’imposta per il proprietario dell’immobile che in questo modo recupera la somma. Il credito d’imposta del 60% riguarda gli affitti di marzo di negozi e botteghe e non si applica alle attività essenziali che sono rimaste aperte.

Verrà equiparata alla malattia, la quarantena dei lavoratori, sia nel pubblico sia nel privato (certificata dal medico per 15 giorni).

Sospensione di tutti i licenziamenti decisi dal 23 febbraio in poi per giustificato motivo oggettivo (cioè, per motivi economici)

SOSPENSIONE MUTUI. 

Per un periodo di nove mesi, l’accesso al Fondo di solidarietà mutui prima casa (Fondo Gasparrini) è esteso ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che hanno subito un calo del proprio fatturato superiore al 33% in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività in attuazione delle disposizioni adottate senza presentazione dell’Isee. 

Il Fondo finanzia la sospensione delle rate dei contratti di mutuo per l’acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale presentando la relativa domanda alla banca che ha erogato il mutu (I beneficiari devono esser in possesso, alla data di presentazione della domanda, dei seguenti requisiti soggettivi: − titolo di proprietà sull’immobile oggetto del contratto di mutuo; − titolarità di un mutuo (a tasso fisso, variabile e misto) di importo erogato non superiore a 250mila euro, in ammortamento da almeno 1 anno; − indicatore della situazione economica equivalente non superiore a 30mila euro).

AFFITTI COMMERCIALI Per botteghe e negozi è previsto un credito d’imposta del 60% dell’ammontare del canone d’affitto, relativo al mese di marzo. Sarà attuato anche un credito d’imposta del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, fino ad un massimo di 20mila euro.

PER LE SOCIETA’ Slittano i bilanci. A tutte le società è consentito di convocare l’assemblea di approvazione del bilancio entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Slittano quindi al 30 giugno i termini per la chiusura dei conti del 2019. I soci e gli azionisti possono partecipare alle assemblee per via telematica.

AGRICOLTURA. Per far fronte ai danni diretti e indiretti derivanti dall’emergenza coronavirus e per assicurare la continuità aziendale delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, è istituito un Fondo con una dotazione di 100 milioni di euro. 

AGENTI E AUTONOMI Ai lavoratori autonomi sarà riconosciuta una indennità una tantum di 600 euro. Parliamo di professionisti e collaboratori ma anche stagionali e lavoratori del turismo e delle terme, nonché dell’agricoltura e dello spettacolo. Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo di imposta precedente (2019) a quello in corso alla data di entrata in vigore del DECRETO, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato: hanno la possibilità di chiedere al Sostituto di Imposta la non applicazione delle ritenute d’acconto di cui agli articoli 25 e 25-bis del DPR 29.09.73, n. 600 riferite a ricavi e compensi percepiti nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del presente decreto-legge e il 31 marzo 2020. 

I versamenti si effettueranno entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o con rateizzazione massima di 5 rate di pari importo a partire dalla stessa data. 

PER IMPRESE TURISTICO RICETTIVE – AGENZIE DI VIAGGIO- TOUR OPERATOR (con estensione successiva ad associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri natatori), sono sospesi i versamenti, da effettuare, senza sanzioni né interessi in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o con rateizzazione massima di 5 rate di pari importo (a partire dalla stessa data) per: 

-ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati (agli articoli 23 e 24 del DPR 29.09.1973, n. 600) in scadenza fino al 30 aprile 2020; 

-adempimenti e versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria in scadenza fino al 30 aprile 2020; 

-IVA in scadenza nel mese di marzo 2020. Per associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, sono previsti: versamenti sospesi da effettuarsi in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020, o con rateizzazione fino a 5 rate mensili di pari importo a partire dalla stesa data;

– ritenute alla fonte operate, in qualità di sostituti di imposta, nei confronti dei lavoratori dipendenti, ai sensi degli articoli 23 e 24 del DPR 29,09.73, n. 600 fino al 30 aprile 2020; 

– contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria fino al 30 aprile 2020 

TASSISTI E SERVIZI NOLEGGIO AUTO 

Bonus per taxi e servizi di noleggio auto con conducente, per realizzare paratie anti-virus con cui separare i posti di guida del conducente dai sedili dei passeggeri (misura ancora da definire)

MADE IN ITALY 

Viene istituito un “Fondo per la promozione integrata” on una dotazione iniziale di 150 milioni di euro per il 2020, destinati alla realizzazione di una campagna straordinaria di comunicazione volta a sostenere le esportazioni italiane e l’internazionalizzazione del sistema economico nazionale nel settore agroalimentare e negli altri settori colpiti dall’emergenza coronavirus. 

FONDO PER I REDDITI BASSI 

Fondo per il reddito di ultima istanza (plafond da 200 milioni) riservato a lavoratori dipendenti e autonomi che per colpa della pandemia hanno cessato, ridotto o sospeso l’attività, purché nel 2019 non avessero guadagnato più di 10mila euro. Riceveranno un’indennità economica per tutto il nel 2020 secondo criteri che saranno stabiliti dal Ministero del Lavoro. 

SCADENZE FISCALI 

E’ prevista la proroga di tutte le scadenze fiscali e contributive (non solo per le imprese ma anche per Professionisti e Partite IVA) a partire da quelle in scadenza il 16 marzo, con lo stop a tutte le attività di accertamento fiscale e riscossione da parte dell’Agenzia delle Entrate, tranne che nei casi di prescrizione imminente.

Rimangono esclude dalla sospensione le rateazioni degli avvisi bonari che pertanto dovranno essere regolarmente pagati .

Un pensiero riguardo “COVID-19- Decreto Cura Italia – Quali misure a sostegno delle imprese.

  • 25 Marzo 2020 in 06:24
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    Complimenti. Opero nel settore ed è un elenco esaustivo e ricco di contenuti. Molto utile. Grazie

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