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Il Presidente della Regione Siciliana lancia pesanti accuse verso alcuni componenti dell’ARS, CasaPound Italia pretende chiarezza

Il Presidente della Regione Siciliana lancia pesanti accuse verso alcuni componenti dell’ARS, CasaPound Italia pretende chiarezza

Palermo, 14 gennaio – Il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci accusa sette deputati della maggioranza di “tradimento” e azzera la Giunta.  In riferimento al voto per la scelta dei tre grandi elettori per la Presidenza della Repubblica a Musumeci sono mancate alcune preferenze aprendo di fatto una crisi nella coalizione. Conti alla mano ha visto sette voti in meno per Musumeci ( che comunque con le sue 29 preferenze andrà a Roma ), 7 deputati la cui scelta è “protetta” dal voto segreto ma verso cui si sono abbattuti gli strali del Presidente con accuse circostanziate. Dimostrando che la loro identità è ben chiara e CasaPound chiede a Musumeci di spiegare le accuse mosse e come intende risolvere la crisi politica innescata. “Hanno pensato di compiere nei miei confronti, come si dice nel linguaggio giudiziario, un atto d’intimidazione, si tratta di una sorta di resa dei conti dal loro punto di vista – ha dichiarato oggi Nello Musumeci- Sono deputati che mi hanno fatto richieste irricevibili e ho dovuto dire di no o di deputati con i quali per una questione di igiene non ho voluto avere rapporti in questi anni. Possono pensare, questi sette scappati di casa, che un Presidente che non è stato condizionato dalla mafia può essere condizionato da loro? – ha proseguito – Possono mai pensare di esercitare su questo governo qualunque tipo di richiesta trasversale mandando messaggi che appartengono al peggiore dei linguaggi della comunicazione? Sciagurati. Ho provato tanta amarezza. Sono convinto che bisogna abbandonarli per strada questi disertori, ricattatori che operano con la complicità del voto segreto. Io ho le mani libere. Restiamo a lavorare e restiamo a lavorare proprio perché non voglio sopravvivere nel Palazzo ma perché ho un rapporto con la gente”.

E proprio per rispettare i siciliani serve chiarezza. “Poco importa dei giochi di palazzo o chi vada a rappresentare la Sicilia per la corsa al Quirinale – scrive in una nota il Movimento della Tartaruga Frecciata-. Quello che pretendiamo è che il Presidente della Regione Siciliana, dica apertamente chi siano stati i deputati che lo avrebbero ricattato e per quali argomenti e su questo si apra un confronto politico sia nel Parlamento Siciliano, sia nelle piazze”.

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