Privacy Policy “Riceverò l’incarico dal Comune di Melilli come regalo di Natale?” - ReportSicilia.com

“Riceverò l’incarico dal Comune di Melilli come regalo di Natale?”

RIBAUDO, IL PITTORE CHE NON PUO’ DORMIRE SUGLI ALLORI 

A 84 ANNI DEVE ANCORA LAVORARE

di Giorgio Càsole

Domenica di novembre, finalmente degna della tradizione legata alla festività di San Martino.  Dopo tanta pioggia, dopo tanti e molteplici danni, dopo la forzata prigionia in casa, gli augustani hanno voglia di uscire, anche per dimenticare i tanti problemi che affliggono da tempo la città federiciana. Approfittano della bella giornata per uscire fuori porta. I soci del Kiwanis club, presidente Paolo Russotto, decidono di recarsi in una nota azienda agrituristica del territorio, non troppo lontana da Augusta. Non si sa mai. Meglio stare all’erta. L’azienda è piena di gente. A rappresentare Augusta, però, non sono solo i soci del Kiwanis. In una primaverile domenica  novembrina, all’aperto, una mostra di quadri attrae i visitatori. Sono i quadri di Vittorio Ribaudo, il pittore che, molti anni fa, in Venezuela fu definito il “pintor mas original del mundo”, il pittore più originale del mondo”, per l’abilità nel sapere sfruttare le venature del legno e farle diventare autentiche tonalità cromatiche. Quello di Ribaudo è un talento che egli coltiva da giovane, da quando era campione di tennis, un talento che gli fu riconosciuto da Giuseppe Lembo in un articolo pubblicato, nel lontano 1973, sul quotidiano “l’Ora” di Palermo. Lembo riconosceva a  Ribaudo che, “grazie alla sua vita fatta di sacrifici, di studio e di incessante applicazione, sono i risultati che riesce a ottenere sfruttando le tonalità del legno a  far di lui un pittore nuovo e molto ricercato”, tanto che poteva, già allora, essere considerato “novello astro delle arti figurative isolane non solo, ma nazionale”. La copia della pagina dell’”Ora”, che riproduce l’articolo, è in bella mostra, con altre testimonianze, sul tavolo dove sono esposti i vari cataloghi delle mostre organizzate da Ribaudo in oltre cinquant’anni di attività. Sono testimonianze dei suoi lavori non solo in alta Italia, a Milano, a Mantova, a Varese, ma anche fuori Italia: in Svizzera, in  Venezuela,  in Giappone. Ovunque sia andato, Ribaudo è stato apprezzato come artista italiano, come iniziatore di un nuovo modo di far pittura, come degno rappresentante dell’arte figurativa italiana. Ovviamente, Ribaudo nelle sue opere rivela o fa trapelare la sua sicilianità, il suo attaccamento profondo all’Isola che gli ha dato i natali e dov’è sempre ritornato, come Ulisse, tornato a Itaca dopo una lunga odissea. Il siciliano Ribaudo, però, all’estero ha dato lustro all’Italia. Pablo Picasso, l’osannato autore di “Guernica” era della Catalogna, regione con carattere decisamente autonomistico, con una lingua identitaria, come il siciliano, ma nel mondo è ricordato come pittore spagnolo. Come Picasso, che ha continuato a dipingere fino a tardissima età, anche Ribaudo continua a lavorare, nonostante gli inevitabili mali dell’età, nonostante le traversie della vita. Tuttavia, Picasso era ricco, Ribaudo no. A 84 anni suonati, non può fermarsi, pur desiderandolo, anche per non avere contraccolpi sul piano della salute. Ecco perché ha accettato subito l’invito a esporre, una primaverile mattina di novembre, nell’atrio di una seminascosta azienda di agriturismo. L’incontro con i soci del Kiwanis è casuale. Loro non se l’aspettavano, lui non lo sapeva. E’ come un incontro fra vecchi amici, perché fra i soci ci sono molti estimatori del maestro: uno di questi, durante gli anni, ha accumulato addirittura tanti quadri ribaudiani da allestire nella propria casa un piccolo museo, una sala Ribaudo che, se fosse possibile, potrebbe essere aperta ai visitatori. Avendo sposato un’augustana e avendo messo le radici in città, Ribaudo è ormai cittadino di Augusta. Se non lo fosse, sarebbe giusto conferirgli la cittadinanza onoraria, anche perché Vittorio non è stato, non è,  solo un pittore, ma anche titolare di una galleria d’arte, organizzatore  di premi, richiamando nomi prestigiosi in città. Più che di onorificenze, oggi Ribaudo ha bisogno di lavoro. Per la sua età, per le sue condizioni di salute, abbiamo proposto la candidatura di Vittorio Ribaudo per il vitalizio previsto dalla cosiddetta legge Bacchelli. A questo fine abbiamo promosso una campagna di stampa attraverso vari media, sensibili alle istanze degli artisti. Il fine non è stato raggiunto. La commissione consultiva non ha dato il suo placet. E’ una commissione in scadenza, che dovrà essere rinnovata il prossimo anno. Inutile dire che Ribaudo è rimasto profondamente deluso, anche perché altri personaggi l’hanno ricevuto: artisti o giornalisti, siciliani come lui, che non sono andati all’estero come lui “facendo fare bella figura all’Italia”, sottolinea il maestro che, pure, nell’attesa del vitalizio, si aspettava un riconoscimento concreto dalle istituzioni della “sua” Augusta. Si aspettava, per esempio, che gli si affidasse l’incarico di  salvare gli affreschi della cappella del cimitero, affreschi di sua mano, commissionatigli decenni fa dall’allora amministrazione comunale, oggi irrimediabilmente perduti dopo un lungo deterioramento  causato dalle crepe provocate dal terremoto di Santa Lucia, il 13 dicembre del ’90. “Non ho avuto i giusti appoggi politici per ricevere il vitalizio Bacchelli, che mi avrebbe consentito di poter vivere questa fase della vita senza le ansie dovute alla preoccupazione generata della profonda crisi che stiamo vivendo”, dice Ribaudo, ancora risentito per la delusione patita, “e non posso dormire sugli allori. Ho bisogno di lavorare. Anni fa sono stato ad Acitrezza, a Buccheri, a Pedagaggi per realizzare affreschi murali, dando un tocco artistico ad angoli dimenticati. Ho realizzato affreschi su commissione di privati anche a Brucoli, che ha acquistato notorietà maggiore  come borgo marinaro-artistico. L’amministrazione comunale potrebbe darmi qualche incarico per rendere ancora più attraente Brucoli, sul cui territorio insiste un villaggio turistico frequentato da ospiti francesi. Sarebbe un interessante biglietto da visita o potrebbe darmi un incarico per rendere più attraenti, per esempio, i locali di palazzo San Biagio, che ospita l’aula consiliare al piano terreno e un auditorium al piano superiore o le pareti dell’auditorium comunale alla cittadella degli studi”, propone Ribaudo, facendo appello sia al presidente del consiglio comunale, Marco Stella, sia al sindaco Peppe Di Mare, sindaco  che, a nome della città ha sostenuto la candidatura di Ribaudo per il vitalizio Bacchelli, scrivendo al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi. Un altro sindaco, Giuseppe Carta di Melilli, l’estate scorsa, in seguito alla campagna di stampa, aveva invitato Ribaudo al municipio, proponendogli l’incarico di affrescare  alcune pareti della villa comunale di Melilli. “Ero molto contento che il giovane sindaco di un Comune vicino aveva avuto questa sensibilità  verso di me”, dice Ribaudo, che sottolinea la sensibilità di Giuseppe Carta per l’arte e la cultura, “ma ancora sto aspettando; capisco che la burocrazia è lenta, ma potrei ricevere l’incarico come “regalo di Natale”? 

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