Privacy Policy AUGUSTA, TOLLERANZA ZERO PER CHI SPORCA. QUANDO LE TELECAMERE? - ReportSicilia.com

AUGUSTA, TOLLERANZA ZERO PER CHI SPORCA. QUANDO LE TELECAMERE?

di Giorgio Càsole

Augusta. Tolleranza zero per gli sporcaccioni, aveva proclamato il sindaco Di Mare poco dopo l’inizio del suo mandato, avvenuto giusto un anno fa. Tolleranza zero, come il sindaco Rudolph Giuliani di New York aveva proclamato con veemenza contro i delinquenti della Grande Mela. Ad Augusta il fenomeno da sradicare è di ben più modesta portata. Basterebbe sguinzagliare i vigili urbani, ma costoro sono appena 28, molto al di sotto dell’organico per una città come Augusta. Basterebbe fare opera di deterrenza e di persuasione grazie all’intervento degli ispettori comunali ambientali. Ma questi ispettori, attesi da anni, non ci sono. Nello scorso febbraio, il consiglio comunale ha approvato l’adozione di un regolamento volto a installare telecamere “antisporcaccioni” sulle strade urbane ed extraurbane. Gli sporcaccioni, come li ha chiamati lo stesso sindaco, Peppe Di Mare, che  ha invocato, appunto,  la tolleranza zero, sono coloro che depositano i rifiuti fuori dagli spazi e dalle ore regolamentari, contribuendo a innalzare il livello di degrado già presente, un degrado che fa il paio con quello derivato  dagli escrementi dei numerosi  cani, che non vengono raccolti dai padroni, nonostante la legge imponga l’uso di paletta e secchiello  e nonostante la presenza di numerosi cestini contenenti i sacchetti gratuiti dove conferire le deiezioni canine. Qualche operatore ecologico ci ha riferito d’aver osservato taluni cittadini asportare i sacchetti senza, però, usarli per lo scopo previsto. Sono cittadini che fanno incetta di questi sacchetti per altri bisogni, evidentemente. Per scoraggiare gli “sporcaccioni”, più di quattro anni fa, nel febbraio 2017, l’amministrazione pentastellata del tempo aveva pubblicato un bando per la ricerca di volontari disponibili a esercitare l’incarico non retribuito di ispettori ambientali per conto del Comune, ispettori che avrebbero dovuto svolgere l’azione di controllo e di dissuasione nei confronti dei cittadini poco inclini o non inclini per nulla a rispettare le regole della convivenza civile, in fatto di rispetto di norme elementari per la tutela  dell’ambiente. In ventidue risposero all’appello, uomini e donne,  animati dal desiderio di rendersi utili alla collettività pur senza percepire compenso e pur non potendo disporre della potestà di irrogare sanzioni. I ventidue frequentarono un corso, ma nonostante la buona volontà profusa, nessuno di loro è entrato mai in servizio. Quattro anni dopo, la  nuova Amministrazione ha riproposto il bando. Cerca, cioè,  volontari perché possano diventare ispettori comunali ambientali. La pubblicazione del  bando ha suscitato la reazione di sgomento di quei ventidue volontari del 2017 che hanno  atteso quattro anni per poterlo diventare. Ne abbiamo parlato con uno di loro, Roberto Patronaggio, che da semplice cittadino si è speso per tenere pulita volontariamente la zona della “Balata liscia”, una delle più suggestive zone panoramiche del cosiddetto monte di Augusta, tanto apprezzato da alcune associazioni ambientaliste che  la sezione  cittadina di Italia Nostra vorrebbe  conferirgli un pubblico riconoscimento, come ci ha anticipato la presidente  augustana, Jessica Di Venuta. Patronaggio ci ha manifestato il suo stupore per questo nuovo bando pubblicato dalla nuova Amministrazione, visto che i ventidue aspettano da tanto tempo, dopo aver seguito un corso di formazione con tanto di istruttori “pagati dal Comune”, sottolinea il nostro interlocutore che precisa: “Noi abbiamo sacrificato il nostro tempo  libero e in qualche circostanza anche qualche giorno di ferie per poter essere qualificati a rivestire l’incarico di ispettore ambientale: gente altamente motivata a svolgere questo  compito, tanto che ci siamo sobbarcati ad andare pure a Siracusa, a nostre spese, per renderci conto della differenziazione dei  rifiuti e abbiamo sostenuto addirittura un esame  a conclusione del corso. Non solo nessuno è stato mai chiamato, ma non ci è stato mai detto nulla. Nessuno si è degnato finora di farci sapere se potevamo e quando entrare in servizio. Ora veniamo a conoscenza di questo nuovo bando. Che cosa significa? Perché quest’Amministrazione non tiene conto dell’impiego di risorse umane e economiche della precedente e di ventidue cittadini?  Perché non tiene conto, cioè, di tutto il lavoro svolto quattro  anni fa ed evita ulteriore perdita di  tempo alla ricerca di altri volontari, quando già ci  sono ventidue volontari  formati?”. Le domande di Patronaggio appaiono legittime, degne di una meritevole risposta, non solo per evitare perdite di tempo, ma per non frustrare la fiducia dei cittadini verso le pubbliche istituzioni,  giacché non ci dovrebbe essere soluzione di continuità fra un’amministrazione e l’altra  e certamente questo tipo di  rapporto non dovrebbe essere considerato fiduciario esclusivo tale che, caduta un’amministrazione cessa il rapporto, anche perché tale rapporto non è stato mai instaurato, non sappiamo se per negligenza o altro. E le telecamere? Dove sono? I cittadini avranno risposta a questi interrogativi?

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