Privacy Policy Siracusa. Povertà estreme, finanziato un progetto per l’accoglienza dei senza dimora - ReportSicilia.com

Siracusa. Povertà estreme, finanziato un progetto per l’accoglienza dei senza dimora

Sindaco Italia e assessore Gentile: «Saranno ristrutturati tre immobili confiscati»

Il Comune ha vinto un bando per un finanziamento da destinare alla ristrutturazione di tre immobili per l’accoglienza in via di urgenza delle persone senza dimore. I dettagli del progetto in questo intervento congiunto del sindaco, Francesco Italia, e dell’assessore alle Politiche di inclusione e diritto alla casa, Rita Gentile.

Anche nella nostra città vivono silenziosamente tanti “ invisibili”, persone ai margini, sovente mai giunti nei circuiti dei servizi sociali, abituati da sempre a rivolgersi alle mense cittadine o a quei centri di ricovero notturno che nella nostra realtà locale offrono pochi posti letto in rapporto alla domanda, soprattutto nella stagione invernale. Piano piano anche per le povertà denominate “estreme”, le politiche nazionali e regionali rivolgono una attenzione cominciando a prevedere delle progettualità mirate. Va detto che ad oggi questo bisogno trova sul nostro territorio quale unico presidio certo, a cui anche il pubblico fa riferimento, quelle associazioni d’ispirazione ecclesiali o laicali che con gratuità si adoperano da anni nel dare risposte a coloro che non possiamo che definire gli “ultimi”.

Nel guardare ad una politica d’interventi che risponda ai tanti bisogni di questa utenza, il Comune è risultato vincitore del bando, “Finanziamento nelle principali aree urbane e nei sistemi urbani di intervento infrastrutturali nell’ambito di progetti mirati per il potenziamento della rete dei servizi per il pronto intervento sociale per i senza dimora”. 

Il progetto definitivo, presentato nel febbraio del 2021 al Dipartimento alla famiglia della Regione siciliana, è stato finanziato per circa 300 mila euro di fondi europei. Saranno destinati alla ristrutturazione di tre piccoli appartamenti – siti in via Eveneto, in via Ierone II e in riviera Dionisio il Grande – attualmente fatiscenti ed inagibili, facenti parte dei beni confiscati e assegnati alla disponibilità del Comune. Con ogni evidenza questo piccolo ma importante progetto permetterà di rispondere, in chiave emergenziale, all’ospitalità di coloro che versano in una momentanea o cronica condizione di difficoltà. In particolare si potrà finalmente disporre di luoghi di pronto intervento a  favore di donne o nuclei familiari che, per la palese esiguità delle strutture di accoglienza presenti, sovente incontra maggiori difficoltà a trovare risposte adeguate. 

Come ricaduta indiretta, ma non meno importante, i lavori di ristrutturazione restituiranno decoro a questi tre piccoli immobili, sottraendoli ad un visibile degrado e, in quanto beni confiscati, permetterà il loro riuso come bene sociale a beneficio della comunità tutta.

In linea con questa opportunità e coerentemente con le linee nazionali di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia, che ispirano la natura della programmazione, anche nella nostra realtà sono in atto varie azioni a supporto dei bisogni dei senza dimora finanziate dal Pon Inclusione e dal Fondo di aiuti europei agli indigenti, risorse che andranno a sostegno dei senza dimora specie nel periodo invernale  attraverso l’elargizione di beni a supporto.

In aggiunta a queste azioni, che ci aiuteranno ad entrare in una realtà tanto complessa sul profilo umano in vista di una nuova riprogrammazione d’interventi a cui accedere, va segnalato  anche il riavvio del servizio docce, svolto a titolo gratuito dall’associazione ”Ronda della solidarietà” attraverso un accordo operativo con l’Amministrazione.  

I volontari dell’associazione, tre volte la settimana, faciliteranno un accesso alle docce situate nei bagni pubblici del Foro Siracusano fornendo, a chi ne farà richiesta, prodotti di igiene personale, asciugamani e un cambio di biancheria.

Apparentemente un piccolo servizio ma grande per chi vive una permanente condizione di difficoltà di accesso, quando ne necessita, ai servizi per la cura dell’igiene personale.

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