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SUPERMERCATI, ATTENZIONE AL DITO VELOCE!

di Giorgio Càsole

Tutti noi andiamo, praticamente, ogni giorno al supermercato e spesso, per pagare, siamo costretti a una fila, a volte, estenuante, per via dell’affollamento e delle casse chiuse. Quando, finalmente, arriva il nostro turno, , poiché abbiamo fretta di uscire, seguiamo forse distrattamente, l’operazione di registrazione alla cassa, paghiamo e intaschiamo lo scontrino senza guardarlo o dando solo un’occhiata veloce. Tanto – pensiamo – la merce è registrata attraverso un lettore ottico. E’ vero. Tuttavia, non è possibile, che, magari approfittando della nostra distrazione, un prodotto venga fatto passare due volte? Da qualche anno, poi, è subentrato l’obbligo per i clienti di pagare, non però dappertutto, il sacchetto biodegradabile dove insacchiamo frutta e verdura: in alcuni supermercati il prezzo minimo è di 2 centesimi. Prezzo che non si evince dalla lettura ottica, giacché sull’adesivo del prezzo finale, che noi stessi applichiamo al sacchetto, è riportata la cifra risultante dalla pesatura. A chi scrive è capitato l’altra mattina di comprare solo melanzane, messe dentro un solo sacchetto bio, ma, stranamente, sullo scontrino il costo del sacchetto è riportato due volte. Senza scoraggiarmi, aspetto che il cassiere concluda l’operazione con il cliente dopo di me, svuoto il contenuto della spesa sul nastro e gli faccio constatare che, in effetti, il sacchetto bio è solo uno. Senza nemmeno un sorriso di circostanza, senza un minimo di scuse, blatera qualcosa che riguarda “l’automatismo della cassa” e mi restituisce i due centesimi. E’ possibile un automatismo della cassa o il suo è stato il dito più veloce del West? E se l’ “automatismo” fosse applicato su larga scala?

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