Privacy Policy INDAGATO PER OMICIDIO STRADALE E, IN CONCORSO CON IL COMPLICE, ANCHE PER AUTOCALUNNIA IL 46ENNE CHE HA TRAVOLTO SEBASTIANO CAMMISULI - ReportSicilia.com

INDAGATO PER OMICIDIO STRADALE E, IN CONCORSO CON IL COMPLICE, ANCHE PER AUTOCALUNNIA IL 46ENNE CHE HA TRAVOLTO SEBASTIANO CAMMISULI

La Pm di Siracusa che indaga sul tragico incidente di lunedì a Pachino ha disposto per sabato anche l’autopsia:i familiari dell’anziano chiedono verità e giustizia

Nell’ambito del procedimento penale per il tragico incidente stradale costato la vita all’ottantaduenne di Pachino Sebastiano Cammisuli, il Pubblico Ministero della Procura di Siracusa, dott.ssa Federica Zambon, ha formalmente iscritto nel registro degli indagati entrambi gli “investitori”, pure loro pachinesi: quello effettivo, A. V., 46 anni, costituitosi il giorno dopo il fatto, che deve rispondere innanzitutto di omicidio stradale, e quello “fasullo”, M. D. A., 34 anni, per autocalunnia in concorso con il primo, a cui pure viene contestato anche questo reato. Il magistrato con il prosieguo dell’inchiesta valuterà poi se indagare il quarantaseienne anche per i reati di fuga e omissione di soccorso: non si potrà invece mai sapere se, al momento dell’investimento, fosse stato sobrio, le troppe ore trascorse avrebbero infatti reso inutile sottoporlo all’alcol test.

Il Sostituto Procuratore ha altresì disposto l’esame autoptico sulla salma della vittima per stabilire con certezza le cause della morte dell’anziano investito e le lesività, che potranno risultare utili anche per la ricostruzione del drammatico sinistro, incaricando a tal fine come proprio consulente tecnico il medico legale dott.ssa Maria Francesca Berlich: l’incarico sarà conferito sabato 26 giugno 2021, alle ore 10, presso gli uffici giudiziari di viale Santa Panagia, e l’esame inizierà a seguire. Alle operazioni peritali parteciperà, come consulente medico legale di parte per la famiglia Cammisuli, anche il dott. Antonino Trunfio, messo a disposizione da Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini a cui i congiunti del signor Sebastiano si sono affidati, attraverso il consulente legale Salvatore Agosta, per essere assistiti, per ottenere giustizia e prima ancora verità.

Non bastasse il dolore per la morte del loro caro, infatti, la moglie, i quattro figli e gli altrettanti nipoti dell’ottantaduenne (avrebbe compiuto 83 anni il 29 agosto) hanno dovuto anche sopportare la riprovevole “messa in scena” seguita all’investimento, avvenuto all’alba di lunedì 21 giugno 2021, poco dopo le 5, in via Giovanni Pascoli, nella periferia di Pachino, nelle vicinanze del mercato ortofrutticolo. Nonostante l’età e una vita di lavoro e di sacrifici, anche all’estero – aveva fatto a lungo il minatore in Belgio -, Cammisuli godeva ancora di buona salute, aveva la patente, guidava e ogni mattina andava in una campagna di sua proprietà per lavorare la terra. E, nel breve tragitto in auto tra la sua casa e il suo podere, si fermava sempre nello stesso bar per bere un caffè e scambiare due parole con gli amici prima di prendere in mano la vanga. 

E’ stato appunto mentre attraversava la strada per raggiungere il locale, sul lato opposto a quello dove aveva parcheggiato la sua vettura,che l’anziano è stato travolto da una Mitsubishi che sopraggiungeva in via Pascoli: il passaggio del pedone non è avvenuto sulle strisce ma questo nulla rileva sul piano delle responsabilità, dato che quella via è completamente priva di attraversamenti pedonali. All’inizio Cammisuli, prontamente trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale “Giuseppe Di Maria” di Avola, era cosciente, ma con l’andare delle ore le sue condizioni sono peggiorate e nella stessa giornata è spirato: troppo gravi i traumi e le lesioni, soprattutto agli organi interni, riportati nell’impatto contro il veicolo e poi nella rovinosa ricaduta sull’asfalto. 

Com’è tristemente noto, ai carabinieri di Rosolini, intervenuti per i rilievi, M. D. A. si era qualificato come il conducente dell’auto investitrice, ma dal suo interrogatorio e dalle testimonianze acquisite erano subito emerse tante, troppe incongruenze circa questa versione. E infatti l’indomani, martedì 22 giugno, si è presentato in caserma A. V. raccontando tutta un’altra verità e assumendosi le sue responsabilità: alla guida della Mitsubishi c’era lui. La maldestra montatura architettata con il complice sarebbe servita a coprire il fatto che il quarantaseienne non aveva la patente di guida: anche la vettura sarebbe sprovvista di assicurazione. Tutte gravi colpe e omissioni di cui i familiari dell’anziano, e Studio3A che li affianca in questa battaglia, chiederanno conto fino all’ultimo, confidando nel lavoro della magistratura. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *