Diritto alla Conoscenza, a breve il voto del Consiglio Europa
L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, composta da 47 Stati membri, il prossimo martedì 22 giugno si esprimerà sul rapporto “Libertà dei media, fiducia pubblica e diritto alla conoscenza dei cittadini”, approvato lo scorso 21 maggio dalla Commissione Cultura, Scienza, Istruzione e Media. Un momento cruciale per l’ufficiale riconoscimento del Diritto alla Conoscenza quale diritto umano universale. Un passo avanti affinché venga riconosciuto alla collettività di essere attivamente informata su tutti gli aspetti relativi alla gestione dei beni pubblici durante l’intero processo politico e decisionale. Un diritto che, se da un lato consente la piena partecipazione democratica dei cittadini al dibattito pubblico su questioni di interesse generale, dall’altro pone specifiche e precise responsabilità per chi è chiamato ad amministrare tali beni. Il riconoscimento del Diritto alla Conoscenza – spiega, in una nota, il Siracusa International Institute – è volto a rigenerare fiducia nelle istituzioni e nella democrazia; a garantire che i governi mettano a disposizione dei cittadini informazioni di pubblico interesse; a dare rilievo al dibattito pubblico; a creare specifici meccanismi di monitoraggio ed interazione con i media e a porre al centro della nuova società i centri del sapere, quali le Università e le Fondazioni nel loro nuovo ruolo di “mediatori culturali” delle nozioni tecniche e scientifiche più complesse; il Diritto alla Conoscenza, inoltre, riformula i compiti dell’informazione, libera e indipendente, nella trasmissione delle notizie e responsabilizza anche le istituzioni scolastiche future per un migliore livello formativo dei cittadini.
Il riconoscimento del Diritto alla Conoscenza è stato portato avanti, negli ultimi anni, da una folta schiera di enti e fondazioni, tra cui il Siracusa International Institute, il Global Committee for the Rule of Law “Marco Pannella”, la Fondazione Luigi Einaudi, la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI), l’Istituto Affari Internazionali (IAI), la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI). Il progetto di risoluzione sul diritto universale alla conoscenza ha il senatore Roberto Rampi come suo relatore generale e, dopo l’approvazione in Commissione, lo scorso maggio, finalmente il prossimo 22 giugno vede la discussione ed il voto finale dell’Assemblea Parlamentare in seduta plenaria. L’imminente e importante decisione dell’Assemblea segue numerose attività di studio e lavoro in materia. Tra le ultime, l’audizione tenuta dalla Commissione, lo scorso dicembre, di alcuni esperti del settore quali l’avvocato Ezechia Paolo Reale, segretario generale del Siracusa International Institute, Helen Darbishire, direttrice di Access Info Europe, Claudio Radaelli, professore di Politica Pubblica Europea all’Istituto Universitario Europeo di Firenze e Laura Harth, coordinatrice del Consiglio Scientifico del Comitato Globale per lo Stato di Diritto.

