Privacy Policy Com’è cambiata la scuola durante la pandemia? - ReportSicilia.com

Com’è cambiata la scuola durante la pandemia?

di Giovanna Strano, Dirigente Scolastico

L’emergenza sanitaria, che ha colpito pesantemente l’Italia e l’Europa in tutti i settori sociali e produttivi, ha interessato anche la scuola nella sua organizzazione complessiva, restringendo le attività in presenza per lasciare spazio a nuovi modi di interagire attraverso l’utilizzo della tecnologia.

I docenti, i dirigenti, il personale scolastico hanno mobilitato le proprie competenze per rispondere positivamente a un momento di smarrimento, attivando metodologie spesso non ancora sperimentate.

Tutte le scuole di ogni ordine e grado hanno avviato, in tempi ristretti, la didattica a distanza, con un impegno straordinario che ha coinvolto intensamente studenti e famiglie.

Gli istituti hanno ripensato il proprio modello educativo recependo una metodologia innovativa, scoprendone le opportunità e i limiti.

A consuntivo di tale attività possiamo affermare che, nonostante tutti gli aspetti negativi connessi alla chiusura di molti settori economici, la scuola ne ha avuto utilità, in quanto in modo imprevisto si è fatto fronte a un percorso di innovazione che in altri tempi sarebbe durato un paio d’anni.

È innegabile che la didattica a distanza non può sostituire quella in presenza, fatta di interazioni e contatti sociali che procurano all’individuo stimoli di crescita e di sviluppo inestimabili. In ogni caso le nuove tecnologie offrono delle opportunità che la didattica in presenza non può fornire.

Attraverso le piattaforme di e-learning le comunità scolastiche superano barriere dovute alla distanza fisica, svolgendo videoconferenze che permettono la registrazione delle sessioni, con possibilità di ritrovare i contenuti e consolidare gli apprendimenti.

Gli strumenti tecnologici agevolano la condivisione di materiali sui quali lavorare in modo sincrono, ottimizzando i tempi e incentivando gli approfondimenti personali.

Le scuole hanno anche oltrepassato vincoli burocratici legati all’attuazione delle riunioni collegiali, riuscendo quindi a prendere delle decisioni importanti attraverso videoconferenze, nelle quali ci si è confrontati in modo vantaggioso.

Il lockdown ha prodotto dei benefici anche alla cultura in generale, in quanto attraverso internet si è potuto assistere a delle conferenze alle quali, in altri tempi, sarebbe stato impossibile partecipare a causa delle distanze. 

I tour virtuali organizzati dai musei di tutto il mondo hanno permesso agli interessati di oltrepassare i limiti spaziotemporali per beneficiare della bellezza dell’arte in modo immersivo.

Indubbiamente le esperienze svolte determineranno una spinta all’innovazione verso l’organizzazione di eventi on-line che potranno coinvolgere migliaia di persone, consentendo la circolarità dell’informazione e la diffusione di tematiche culturali in modo esponenziale.

La scuola ne esce profondamente rinnovata, nella consapevolezza che le nuove tecnologie, se ben utilizzate, potranno incrementare gli apprendimenti e ottimizzare i percorsi didattici.

Giovanna Strano

Dirigente scolastico

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