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Augusta (SR): il consigliere comunale Triberio chiede chiarezza sulle annunciate demolizioni al Castello Svevo

di Giorgio Càsole

“Inaccettabile la decisione presa dall’alto sul NOSTRO Castello Svevo. Si convochi subito il consiglio comunale. L’amministrazione chiarisca la propria posizione.” Comincia così una nota preoccupata e preoccupante del consigliere comunale Giancarlo Triberio sulle annunciate demolizioni di alcune superfetazioni presenti nel maniero federiciano volute quando fu adibito a carcere dal 1890. Triberio continua, facendosi portavoce della minoranza in consiglio, anche se non mancano voci di consiglieri della maggioranza che, su FB, hanno esposto perplessità serie su queste annunciate demolizioni che cancellerebbero irreversibilmente le tracce di un retaggio che varrebbe la pena di conservare, come, per es. a San Gimignano, sono stati conservati strumenti di tortura in uso nel Medioevo. Triberio, infatti, ricorda che “da oltre due mesi e mezzo, la richiesta di convocazione urgente di consiglio comunale, firmata dai consiglieri di minoranza, giace inascoltata sul tavolo del presidente del consiglio Marco Stella. Una decisione di tale portata, comportando la demolizione di una parte dell’edificio e, quindi, la NON reversibilità del provvedimento, non può essere imposta alla comunità tutta senza previo ascolto, consultazione e opportuna valutazione delle conseguenze che pregiudicherebbero per sempre il futuro del nostro monumento. Si chiede chiarezza e completezza di informazioni per tutta la cittadinanza: qual è il progetto definitivo oltre questo primo intervento ? Quali e quante parti verranno abbattute? Le demolizioni sono necessarie e supportate da quali strumenti? Perché questa mancanza di risposte? E soprattutto perché questa mancanza di trasparenza e informazione alla città? Tante sono le domande lecite che non possono essere glissate per rincorrere finanziamenti che, a tutt’oggi, non danno garanzie sulle modalità di ripristino e sulla definitiva ristrutturazione di un monumento che fa parte della memoria storica e collettiva degli augustani in quella che è la sua interezza. La città e le associazioni culturali hanno diritto ad un confronto, che non può essere glissato in attesa della nomina del nuovo sovrintendente di Siracusa, e da qui venga fuori soprattutto la posizione dell’amministrazione comunale che, secondo le dichiarazioni dell’Assessore regionale Samonà, concorda per questi interventi di demolizione, avendo però dimenticato, prima, di comunicarlo alla propria comunità.

La storia, maestra di vita e annunciatrice del futuro, è fatta dalle testimonianze, cancellarne alcune equivarrebbe a falsarla e nessuna “targa” e nessun “convegno” potrebbe mai restituire alla storia augustana quanto le è stato arbitrariamente tolto.” Fin qui Triberio. Per la tranquillità dei cittadini, sarebbe opportuno convocare il consiglio comunale e dare voce ai periti incaricati della tutela del castello fatto erigere dal fondatore di Augusta, lo “stupor mundi” Federico II di Svevia

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