Privacy Policy Prolungamento del calendario scolastico: cui prodest? - ReportSicilia.com

Prolungamento del calendario scolastico: cui prodest?

Qualche settimana fa ReportSicilia.com si è occupata della dad, spiegando come questa modalità didattica resasi necessaria a causa della pandemia, abbia consentito a migliaia di studenti il sacrosanto e imprescindibile diritto allo studio. È stato ribadito come non fosse possibile assimilare lo strumento digitale all’attività in presenza perchè la Scuola è un’Istituzione fatta di uomini e donne dello Stato che lavorano per formare lo studente e concorrono insieme alla famiglia alla sua educazione, a sviluppare cioè una coscienza, uno spirito critico in un soggetto che diventerà cittadino responsabile e attore attivo della società. Tuttavia, è innegabile il potenziale che il digitale – se saputo utilizzare – mette nella mani di docenti e alunni. In questi mesi i ragazzi hanno prodotto, con l’aiuto delle nuove tecnologie, lavori encomiabili in cui hanno dimostrato di avere compreso il concetto di interdisciplinarità e cominciato a sperimentare nuovi programmi a scopo educativo. Sicuramente è cambiato il modo di eseguire le verifiche degli apprendimenti da parte dei professori che hanno trascorso giornate intere davanti ai pc per trovare le soluzioni più adeguate, hanno seguito webinar e corsi d’ogni sorta sin dal primo momento, quando tutti erano allibiti all’idea di una didattica a distanza e loro hanno fatto qualunque cosa pur di arrivare dai ragazzi e usato qualsiasi canale per garantire presenza e sostegno. A settembre, sono tornati in classe con la consapevolezza che il rischio chiusura fosse altissimo e, quando è diventato reale, hanno proseguito la loro attività, già progettata in modalità mista. Quindi, a cosa servirebbe un allungamento del calendario scolastico? Chi è addentro nel settore sa perfettamente che due settimane in più al netto delle domeniche e di qualche festa del santo patrono non cambiano granché, tanto più che già a fine maggio gli alunni delle superiori, finiti i compiti e le interrogazioni, recuperate eventuali lacune, difficilmente si recano a scuola. Inoltre le settimane dopo la chiusura dell’anno scolastico sono dedicate di solito ai corsi di recupero dei debiti formativi che, in questo modo, si dovrebbero posticipare a quando non si capisce, magari a ferragosto… Al sud poi, con temperature piuttosto elevate e strutture scolastiche carenti di impianti di climatizzazione come dovrebbero essere svolte le attività?

I docenti, categoria di professionisti tra le più maltrattate e oggetto di pregiudizio, lavorano sia in presenza che in did e dad, non guardano l’orologio i pomeriggi trascorsi a scuola o a casa a correggere verifiche o a preparare materiale per supportare i propri studenti, sono sempre disponibili e solerti. Semmai si dovesse decidere di stare in aula fino al 30 giugno, l’esercito dei prof. lo farà, come sempre, senza battere ciglio perchè mai si tirerebbe indietro se si tratta dei loro ragazzi, anche se ben consapevoli di avere dato tutto e come sempre il meglio di sè.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.