AUGUSTA: CHE SE NE FA LA M.M. DELL’HANGAR PER DIRIGIBILI E DEL PARCO?

Non nutro alcuna pregiudiziale verso la M.M., non solo perché io esisto in quanto mio padre era sottufficiale della Marina in servizio qui, in Augusta, dove ha sposato mia madre e dove sono nato, ma perché da decenni, proprio come giornalista, seguo con interesse e partecipazione le attività della base augustana, ora sede di Marisicilia, di cui ho intervistato i comandanti, a partire dal compianto C.V. Paolo Compiani  fino agli mmiragli Guglielmini, Caruso, Toscano e Camerini Recentemente, ho pubblicato su FB  un  post (che ha suscitato molti commenti) non per risentimento, dunque, verso la M.M, ma perché non capisco la ratio dell’assegnazione di un monumento storico come l’hangar e di un bellissimo parco a un ente, che, come ha osservato un ex ufficiale di Marina, non gestisce parchi e non può fare attività di promozione turistica. Negli USA ho visto copia della Mayflower, servita ai padri pellegrini per attraversare l’Atlantico e sbarcare nel nuovo mondo. La “copia” attirava visitatori paganti. Noi abbiamo un monumento originale come il ciclopico hangar e dobbiamo lasciarlo abbandonato e negletto? E dobbiamo rinunciare a poter usufruire del bellissimo parco? Negli USA ho visto parchi simili, attrezzati alla bisogna e gratuiti, per i picnic dei cittadini. Ripeto: che se ne fa la M.M. dell’ hangar e del parco? Non è stata e non è in grado o non vuol curare l’ex foresteria della Rasiom, che Moratti, cinquant’anni fa circa  donò alla M.M. e che oggi è oggetto di vandalismo. E allora? Cosa dobbiamo pensare  dell’abbattimento di alberi secolari nel parco del’hangar? abbattimento attuato mentre era  comandante il contrammiraglio Nicola De Felice? Forse la M.M. non ha interesse, forse la responsabilità della situazione attuale è dell’ignavia e dell’incapacità dei pentastellati che hanno amministrato il Comune per cinque anni e quattro mesi. Forse la colpa è pure della Giunta e/o della burocrazia regionale. Forse è anche della nostra atavica apatia, della nostra secolare indolenza, valido ancora il detto “Datimi ‘u pani e mannatimi a ligna”. Sarebbe bastato un Comune meglio amministrato del nostro, con risorse umane, in primo luogo, risorse che possono richiamare aiuti economici, risorse finanziarie e risorse di intelligenza (“intelligere” in latino vuol dire capire). Un ente poteva anche essere attivato, con partecipazione pubblica, per gestire l’hangar, il museo e altro, come succede altrove. Porca miseria, a Palazzolo ci sono ben quattro  musei,  due dei quali regionali: il museo archeologico e il museo etno-antropologico  intitolato al fondatore Antonino Uccello.

Giorgio Càsole

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